Stile e candore

L’idea progettuale scaturisce dall’attento studio delle problematiche legate ai vincoli urbanistici in materia di edificabilità, e dalle caratteristiche morfologiche stesse del terreno che hanno fortemente condizionato le scelte compositive e distributive di questo progetto. Il sito si sviluppa, infatti, su una superficie in forte declivio verso il fondovalle. Ciò ha fornito anche lo spunto per un “movimento rotatorio” dei prospetti che condiziona, a sua volta, lo sguardo dell’osservatore verso le suggestioni offerte dalle peculiarità del paesaggio montano, che “entra” nell’edificio attraverso le ampie vetrate del fronte principale: queste ultime, esposte a Sud, svolgono peraltro un’importante funzione bio climatica. Sempre in funzione della forte pendenza del terreno, le rocce stesse, nonché i materiali di scavo di fondazione, sono stati utilizzati come supporto per la creazione di una superficie pianeggiante prospiciente l’ingresso dell’abitazione, che rende fruibile il sito per le attività all’aperto durante i mesi estivi. L’edificio si sviluppa, infatti, su tre livelli, uno dei quali sfrutta la pendenza per la creazione di un piano seminterrato completamente aperto verso valle. Quest’ultimo è realizzato in cemento armato, mentre i due piani fuori terra sfruttano le prerogative delle tecnologie applicate alle facciate lignee (CrossLAM) sia in termini estetici che di risparmio energetico.

Caratteristiche funzionali di alto livello

Coadiuvata da un efficace sistema di ventilazione delle facciate stesse, tale soluzione consente di ridurre sensibilmente lo spessore del paramento murario garantendo elevato isolamento termico rispetto a quello ottenuto con l’impiego del cappotto termico sulle struttura in cemento armato prevista nelle fasi preliminari di progetto. Le caratteristiche funzionali e distributive rispondono ai parametri tipologici dell’abitazione unifamiliare: nei tre piani di sviluppo altimetrico si articolano la zona giorno con cucina separata, le tre camere, il bagno, il ripostiglio e un locale tecnico. Le finiture e il design stereometrico che caratterizzano volumetrie e superfici si integrano per contrasto con le cromature e le forme del contesto naturale così come l’elevato livello impiantistico e le prestazioni energetiche garantiscono la convivenza simbiotica tra l’essenzialità della vita legata al paesaggio montano e quella legata all’ipertecnologia dell’abitare contemporaneo.

La scelta

Il sistema costruttivo a pannelli X-lam o Cross-lam nasce in Europa (Austria e Germania) nei primi anni 90 grazie agli investimenti delle risorse di piccole aziende in ricerca, sperimentazione e autocostruzione degli impianti produttivi.

Dal punto di vista pratico si tratta di semplici strati di tavole in legno di abete incrociate ed incollate, di spessore variabile, che assumono una capacità strutturale paragonabile ad una lastra. Il sistema ricorda da vicino il concetto delle travi in legno lamellare e permette allo stesso modo di migliorare le proprietà statiche del legno. Un edificio a pannelli X-lam è, sostanzialmente, una struttura scatolare in cui le pareti e i solai sono formati da diaframmi “pannelli di legno massiccio” molto rigidi e resistenti, collegati fra loro mediante collegamenti meccanici. I pannelli per le pareti e i solai vengono prefabbricati in stabilimento mediante il taglio computerizzato con macchine a controllo numerico e arrivano in cantiere pronti per il montaggio, già dotati di aperture per porte e finestre. L’X-lam, ovvero i pannelli di legno massiccio a strati incrociati, è un sistema costruttivo che sta sempre più diffondendosi grazie alla possibilità di avvicinare ulteriormente le case in legno a quelle tradizionali, migliorando l’inerzia termica e fono impedenza della parete oltre a permettere la realizzazione di Multipiani con una incredibile rapidità.

Tre livelli di finitura

Campigli Legnami è in grado di realizzare edifici al “grezzo, “grezzo avanzato” o “chiavi in mano”, partendo dalla progettazione esecutiva, fino alla realizzazione e al montaggio. Il progetto e la direzione lavori sono stati eseguiti dall’architetto Marco Rabazzi di Firenze e dall’architetto Curzio Maria Proli, di Tarquinia.

 

A cura di Marina Servillo

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