Data center, si o no?
Il punto non è scegliere se realizzarli: la crescita del digitale e dell’intelligenza artificiale rende queste infrastrutture sempre più necessarie. La vera sfida è costruirle in modo compatibile con un Paese in cui il consumo di suolo e la pressione sulla rete elettrica sono già criticità note. In Val di Non, nella miniera di Tassullo, nel comune di Predaia, è nato (in foto) Intacture, il primo data center europeo realizzato all’interno di una miniera attiva di dolomia. L’infrastruttura è stata realizzata da Trentino DataMine, società nata da un partenariato pubblico-privato istituzionalizzato che riunisce l’Università di Trento e quattro partner industriali trentini – Covi Costruzioni, Dedagroup, Gpi e Isa – con il sostegno del Pnrr. Ha oltre l’80 per cento della struttura sviluppata in ipogeo, fino a 100 metri di profondità. Il consumo di suolo scende dall’equivalente di ventuno piscine olimpioniche a poco più di una grazie al riuso dei vuoti di cava, mentre la collocazione sotterranea sfrutta temperature naturalmente stabili che riducono il fabbisogno di raffreddamento dei server e garantiscono un isolamento acustico naturale…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di settembre – ottobre 2026
Continua a leggere sulla rivista digitale
© Riproduzione riservata.







