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I giardini pensili: bellezza e utilità in alta quota

Sono isolanti termici e acustici, migliorano il clima e combattono l’inquinamento atmosferico, proteggono dalle piogge violente e mettono di buonumore. Belli e utili, i giardini pensili sono il futuro del verde in città.

Eden sul tetto

Meglio verde e vivo che grigio e spoglio. Sul primato, estetico e funzionale, di un tetto fiorito rispetto a uno squallido lastrico in cemento nessuno ormai trova da ridire. Tetti verdi e giardini pensili sono belli, fanno bene all’umore e al valore monetario degli immobili. E portano una serie considerevole di benefici ambientali, energetici, climatici e sociali. Eppure in Italia, rispetto agli Stati Uniti, al Nord Europa o alle più moderne megalopoli asiatiche, un paesaggio urbano di vegetazione “in quota” sembra un sogno ancora lontano.

Tra i motivi, oltre ai frequenti disaccordi condominiali che il più delle volte frenano i buoni propositi, c’è anche la paura di difficoltà, costi e manutenzione. Niente di più utile, allora, di un manuale pratico che guidi passo passo nella realizzazione del proprio giardino pensile ideale. Un prontuario dettagliato e illustrato come quello da poco dato alle stampe dai garden designer torinesi Mario ed Edoardo Vietti, titolari dell’azienda Turin Garden (www.turingarden.it). Un libro nato con lo scopo dichiarato, come scrivono i due autori, «di diffondere il verde pensile non solo su tetti e terrazzi privati, ma anche sulle coperture che sovrastano varie strutture edilizie, come cortili o garage, così da rendere le nostre città meno tristi».

In pratica

I vantaggi pratici, noti e meno noti, sono innumerevoli, come spiega Edoardo Vietti. «Tanto per cominciare l’isolamento termico, che migliora le prestazioni energetiche dell’edificio, a cui si aggiunge anche un miglioramento dell’isolamento acustico. La copertura verde protegge inoltre l’impermeabilizzazione e la soletta, allungandone la durata, e aiuta la regimazione delle piogge, mitigando l’effetto delle “bombe d’acqua” sempre più frequenti. E poi le piante assorbono CO2 e trattengono polveri e agenti inquinanti, migliorando la qualità dell’aria nell’intorno».

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di Giorgia Marino

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