Riqualificare un sottotetto: creatività in bianco

Riqualificare un sottotetto in un attico confortevole, un progetto ambizioso, portato a termine brillantemente dallo studio canadese Mc Comber.

Riqualificare a partire dalle basi

“Cominciando a lavorare su questo progetto, abbiamo studiato la composizione dell’edificio esistente e identificato gli strati aggiunti, per sovrapposizione, nel tempo. Si tratta di interventi che avevano completamente cambiato l’identità dell’edificio del 1880”

Gli architetti canadesi cominciano a descrivere il percorso progettuale che li ha portati a riqualificare un sottotetto, angusto e senza luce, trasformandolo in una residenza confortevole ed energeticamente efficiente. “Durante i sopralluoghi abbiamo scoperto che la copertura piana allora presente era stata costruita sopra un’altra copertura esistente, tanto da raggiungere lo spessore di circa un metro e mezzo, ulteriormente appesantito dal catrame usato per riempire gli interstizi”; attraverso un percorso di sottrazione e sostituendo la vecchia struttura, l’involucro ha ottenuto un doppio risultato: avere un nuovo tetto, garantendo un sistema di isolamento termo-acustico efficace, e raggiungere l’altezza al solaio di quasi quattro metri.

Luce naturale e grandi spazi

Un’altezza di grande impatto, dal punto di vista dell’interior design e, sopratutto, in grado di garantire, attraverso l’inserimento di nuove superfici finestrate, illuminazione naturale per la maggior parte della giornata.

Il cuore al centro della pianta

Il nucleo della residenza è un piccolo volume al centro della pianta, attorno al quale sono state agganciate mensole in legno locale, di recupero, in modo da creare punti d’appoggio e superfici orizzontali.

Le mensole svolgono diversi ruoli: sono, al tempo stesso, una spaziosa libreria, un piano di lavoro e superfici divisorie.

Da qui, i progettisti hanno successivamente organizzato la disposizione gerarchica degli ambienti residenziali: una copertura in vetro temperato collega la libreria ad un bagno e ne garantisce la diffusione della luce naturale, mentre, da un altro lato del volume, si apre il percorso che accompagna verso la zona notte, con un open space di grande effetto e dominato dal bianco, scelto per le finiture e per i dettagli di design.

Tocchi candidi per finire

Intonaco bianco lucido per le pareti, parquet sbiancato per i pavimenti, trattato con oli naturali, tessere di mosaico opalescente in bagno, oltre alle scelte tessili che confermano la preferenza per tonalità chiare, definiscono lo stile dell’insieme, votato alla semplicità. Pochi elementi di design, di grande impatto, invertono la rotta in modo da creare un’atmosfera non solo confortevole ma anche originale e creativa.

Gli architetti

Il gruppo di lavoro dello studio di architettura Mc Comber, fondato nel 2005, è composto da quattro architetti: Laurent McComber, David Grenier, Olivier Lord e Philp Staszewski, tutti laureati alla Facoltà di Architettura di Montreal e con dottorati ed esperienze di lavoro presso politecnici in Europa, da Parigi a Praga. Lo studio si occupa di progettazione e riqualificazione dell’esistente, spaziando su interventi di diversa scala: da interior residenziali, a condomini multipiano o edifici pubblici, fra cui centri commerciali e culturali. Ogni intervento è accomunato dall’attenzione verso l’efficienza energetica e la ricerca di soluzioni compositive a basso impatto.