Paolo Fresu: la musica e la terra

Paolo Fresu ha da poco compiuto 50 anni gran parte spesi per il jazz e per la musica. Un compleanno speciale che verrà “celebrato”  nella sua terra, la Sardegna, con un fitto calendario di concerti che iniziano il 14 luglio a Cagliari, per culminare nella ventiquattresima edizione del festival internazionale Time in jazz, a Berchidda, dal 9 al 16 agosto. Paolo Fresu, icona internazionale del jazz, è molto più di un grande artista perché il suo pensiero travalica l’acclarato talento naturale per affermare un’idea forte dell’uomo che ritrova il senso dell’esistenza e dell’arte attraverso le proprie radici, il proprio territorio. E solo a partire da questa dimensione si fa universale.

Il tema “Terra”, a cui è dedicato il festival 2011, è il terzo ispirato ad un elemento naturale, dopo “Aria” e “Acqua. Ci spieghi qual è il legame tra la natura e la musica, in particolare il jazz?

Credo che i legami tra la natura e le arti siano da sempre chiari e indissolubili. Perché l’arte è l’espressione della natura traslata e metabolizzata dall’uomo e dalla sua necessità di rappresentare il luogo in cui vive attraverso un linguaggio altro.

La musica poi è l’essenza sonora della natura e degli elementi che compongono il nostro pianeta. Il jazz, nello specifico, è una musica dinamica e spugnosa. La si potrebbe definire contemporanea nel momento in cui coglie gli umori della società odierna  facendoli diventare poesia e creatività.

Il jazz segue dunque il percorso della natura e della storia umana. E’ stato sempre così dai primi anni del secolo scorso e forse oggi è difficile inquadrare tutto il jazz in uno stile. Troppe cose sono accadute tra Louis Armstrong e Keith Jarrett come una infinità di cose si sono evolute nel ‘900.

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I consigli di Paolo Fresu a Casa Naturale

Cosa fare

Rispettare la specificità del territorio e delle culture

Cosa non fare

Cedere all’omologazione imposta dalla globalizzazione

 

Chi è Paolo Fresu

Inizia lo studio dello strumento all’età di 11 anni nella Banda Musicale del proprio paese natale e dopo varie esperienze di musica leggera scopre il jazz nel 1980 ed inizia l’attività professionale nel 1982 registrando per la RAI sotto la guida di Bruno Tommaso e frequentando i Seminari di Siena jazz. Nel 1984 si diploma in tromba presso il Conservatorio di Cagliari e nello stesso anno vince i premi ‘RadioUno jazz’, ‘Musica jazz’ e ‘RadioCorriere TV’ come miglior talento del jazz italiano. Nel 1990 vince il premio ‘Top jazz’ indetto dalla rivista ‘Musica jazz’ come miglior musicista italiano, miglior gruppo (Paolo Fresu Quintet) e miglior disco (premio ‘Arrigo Polillo’ per il disco ‘Live in Montpellier’), nel 1996  il premio come miglior musicista europeo attraverso una sua opera della ‘Académie du jazz’ di Parigi ed il prestigioso ‘Django d’Or’ come miglior musicista di jazz europeo e nell’anno 2000 la nomination come miglior musicista internazionale. Solo i primi, in una lunga serie di riconoscimenti che proseguono nel presente musicale.  Docente e responsabile di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Oggi è attivo con una miriade di progetti che lo vedono impegnato per oltre duecento concerti all’anno, pressoché in ogni parte del globo.  Vive tra Parigi, Bologna e la Sardegna dove ha ristrutturato la casa di famiglia restando fedele alla tradizione e al territorio.

 

di Floriana Morrone (riproduzione riservata)