Legno italiano: una risorsa trascurata

 

Il legno, in Italia, è molto usato, ma proviene per la maggior parte dall’estero: ad esempio, da noi ci sono 170 mila ettari di querceti, ma la maggior parte del rovere impiegato dall’industria viene importato. Secondo i dati del Ministero per le Politiche Agricole, l’Italia risulta il paese dell’UE con il più basso grado di autosufficienza nell’approvvigionamento di materia prima legnosa.

Le importazioni di legno per usi industriali negli ultimi 5 anni sono risultate in media pari a circa 12 milioni di metri cubi annui, contro una produzione interna di poco più di 2 milioni di metri cubi. Il legname industriale italiano viene principalmente prelevato (66% del totale) da tre regioni, Lombardia, Trentino Alto Adige e Calabria, ed è costituito in massima parte da legname grezzo per trancia, sega, sfogliatura (compensati) e travature. Come mai? Tale criticità è accompagnata da una concezione politica secondo cui le risorse forestali costituiscono unicamente una riserva economico-ambientale da conservare più che da gestire, anche a fini produttivi secondo il concetto di “gestione forestale sostenibile”. Inoltre, purtroppo, i boschi italiani sono stati poco gestiti, e non vi sono alberi sufficientemente vecchi.

Il rovere proviene dalla Francia, ma anche dall’Europa orientale (Ungheria, Croazia, Slovenia, Bosnia, Serbia, Albania), le cui foreste sono fortemente minacciate da un taglio irresponsabile e spesso non legale. Secondo l’OCSE, il giro d’affari legato ai traffici internazionali di legno illegale arriva a 150 miliardi di dollari annui. Per questo, da marzo 2013 l’UE vieta, con una dettagliata normativa, le importazioni di legname e dei suoi derivati da qualsiasi paese del mondo se proveniente dal taglio illegale e  chiede agli operatorie alle autorità nazionali di verificare e punire chi commercia legname di origine controversa.

Vediamo ora quali siano i principali utilizzi per il legno importato in Italia

  1. LEGNO PER ARREDO MOBILI – Si registra un aumento del 9,1% delle importazioni di tronchi di conifere e del 27,4% dei tronchi di latifoglie temperate. Sono aumentate anche le importazioni di segati di conifere (+4,4%), seppure in misura minore rispetto ai tronchi e di quelle di segati di latifoglie temperate (+16,2%).
  2. LEGNO AD USO CARTA – L’altro importante segmento della filiera foresta-legno che si approvvigiona di materia prima legnosa, è quella della trasformazione in pasta di cellulosa destinata ad uso cartario. A livello mondiale la produzione di carta ha registrato aumenti vicini all’8%, toccando il livello record di produzione di 400 milioni di tonnellate.
  3. LEGNO AD USO ENERGIA –L’Italia è il primo importatore mondiale di legna da ardere ed il quarto di cippato e scarti in legno. Il crescente interesse etico ambientale nei confronti delle fonti energetiche alternative degli ultimi anni, ha generato attenzione nell’utilizzo delle biomasse legnose.