Edgeland House

Edgeland House: luce e aria nel sottosuolo

Edgeland House è un originale progetto residenziale sviluppato dagli architetti dello studio Bercy Chen. Obiettivo? Reinterpretare la tradizione, senza tralasciare l’innovazione tecnologica.

Un progetto sorprendente, un insieme di concetti che spaziano dall’architettura vernacolare al recupero di un’area bonificata, alla ricerca di una soluzione residenziale a basso impatto. Edgeland House è questo ed altro. Autori del progetto sono gli architetti dello studio belga-coreano Bercy Chen, con sede ad Austin, in Texas. Area di progetto è una zona sulle rive del fiume Colorado, occupata nel passato da un centro industriale oggi dismesso e bonificato.

Principio conduttore dell’intero progetto è stata la volontà di occupare il suolo quanto meno possibile e di cercare nelle fonti di energia locali il modo per rendere l’involucro autosufficiente. Gli obiettivi sono stati raggiunti con successo e, inoltre, gli architetti sono riusciti a sviluppare un progetto che coniugasse il design contemporaneo con la tipologia progettuale dell’area, particolarmente adatta al clima locale e alla conformazione del territorio.

Un chiaro riferimento è legato alle pit house, abitazioni primitive scavate nel terreno e coperte. Oltre a fornire riparo da condizioni meteorologiche estreme, queste strutture nel passato venivano usate anche per immagazzinare il cibo e per svolgere attività culturali come narrazioni di storie, balli, canti e celebrazioni. Era il tempo dei nativi americani, che si difendevano dai cambiamenti climatici e dalle condizioni estreme di temperatura proprio attraverso le soluzioni interrate. Come una tradizionale pit house, dunque, anche la Edgeland House sprofonda di due metri nel terreno, raggiungendo e garantendo un’ottima stabilità termica, grazie alla massa isolante della terra stessa.

Ulteriore filtro isolante è il tetto verde, studiato per proteggere l’involucro e, attraverso l’applicazione di un innovativo sistema tecnologico, per riscaldare l’acqua e ottimizzare l’efficienza energetica. Fra le caratteristiche dei tetti verdi vi è anche la funzione di agevolare lo sviluppo di specie verdi autoctone e attraverso la collaborazione del Lady Bird Johnson Wildflower Center sono state riportate in questa area circa 40 specie vegetali che avevano lasciato la zona. Una scelta in grado di rafforzare anche l’ecosistema locale, dunque.

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La residenza è divisa in due corpi, divisi da una spaccatura centrale che risponde a due funzioni: dividere la distribuzione degli ambienti fra zona giorno e zona notte e agevolare la ventilazione naturale. La zona giorno e la zona notte, dunque, si trovano rispettivamente a destra e a sinistra rispetto alla spaccatura, che richiama concettualmente le fenditure del terreno e accompagna verso una piccola corte circondata da uno specchio d’acqua. In questo punto il contatto con il territorio e la natura è totale. Le ampie vetrate, l’interior design minimalista basato sulla successione di elementi d’arredo di forme semplici e tonalità neutre sono in continuo dialogo con il paesaggio e rispondono alla volontà di dare proprio al verde il ruolo di protagonista. Perché la luce naturale potesse entrare in casa nonostante sia a due metri dal livello del terreno, sono stati studiati prospetti con geometrie nette, in strettissima correlazione con l’orientamento dell’involucro e con il tragitto seguito dal sole.

Di Antonia Solari