bioplastica

Bioplastiche sostenibili

Gli Smart Materials sono plastiche modificate con scarti organici o bioplastiche che derivano dalla trasformazione di materie prime vegetali. Attualmente, sono oggetto di ricerca da parte dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che ormai da qualche anno sta brevettando nuovi composti.

La novità consiste nel recuperare più del 90% degli scarti vegetali, un traguardo notevole rispetto al passato. La produzione di bioplastiche dalla cellulosa consentiva, infatti, di usare solo una piccola parte della pianta.

La bioplastica

Aggiungendo nanoparticelle organiche, portatrici di varie proprietà, ai polimeri della plastica è possibile ottenere diversi risultati. Si può facilmente realizzare, ad esempio, un materiale antibatterico più malleabile o più duro e addirittura trasformarlo in un conduttore.

In pratica, gli studiosi stanno cercando di sostituire la plastica derivata dal petrolio, all’origine di 300 milioni di rifiuti l’anno, con la bioplastica ricavata dagli scarti vegetali, tra cui:

  • bucce
  • gusci
  • alghe
  • funghi
  • fibre animali

Le spugne

La spugna per depurare l’acqua è un altro dei progetti in corso presso l’IIT. Spugne in poliuretano idrorepellenti e in grado di assorbire l’olio, così da poter essere usate per ripulire le acque marine.