La Casa Bianca di Monza Brianza: il sogno dei coniugi Casiraghi

I coniugi Casiraghi, Stefano ed Elena, hanno deciso di demolire una loro casa di proprietà del 1968 e di ripartire da zero, con un progetto che comprende ben due ville. Una delle due abitazioni è stata pensata per diventare la loro casa dei sogni e Stefano, ingegnere, ha voluto partecipare attivamente alla realizzazione dell’edificio e racconta:

Volevamo una casa bella e accogliente. Adatta
 al nostro stile di vita e al
 passo con le migliori tecnologie del momento”. 

Come nasce la “Casa Bianca”

Questo è il nome di questa residenza, che s’ispira proprio al colore usato per gli esterni e che viene valorizzato dalla grande luminosità degli interni, dovuta alle grandi vetrate e da un’attenta ideazione sul posizionamento delle luminarie che circondano la casa.

L’abitazione si sviluppa su tre livelli, per una superficie totale di 330 metri quadrati, con una distribuzione degli spazi e delle camere indoor formata da volumi sfalsati e sovrapposti. Ad ogni piano corrisponde una destinazione:

  • il primo piano comprende la zona giorno, composta da un ampio living e due bagni;
  • il secondo piano è destinato alla zona notte, in cui ci sono due camere da letto, anche qui, doppi servizi, la lavanderia e un locale hobby;
  • Il piano interrato è costituito da un’area svago, con una grande sala cinema, una taverna, un’autorimessa e sei posti auto.

“Abbiamo lavorato in sinergia, per costruire una casa che avesse il calore del legno, anche nella struttura portante. Il sistema costruttivo alla base del progetto è la tecnologia X lam a cinque strati. Solo al piano interrato abbiamo dovuto ricorrere a pannellature in calcestruzzo, con doppio strato isolante
” 

Racconta il proprietario della Casa Bianca di Monza Brianza, che per la scelta dei componenti impiantistici, ha studiato il corretto modo di coibentare l’involucro, prevedendo trenta centimetri di fibra di legno per la copertura della piana e del terrazzo, e altrettanti in la lana di vetro ecologica Isover Par Eco, per tutte le pareti.

Il riscaldamento della casa è basato su un unico sistema in pompa di calore aria-acqua Aermec. Stefano Casiraghi racconta che, una volta raggiunta la temperatura, la casa fatica a disperdere calore e mantiene il caldo, o il fresco stabiliti, grazie al giusto isolamento delle pareti. A completare tutto il sistema impiantistico, troviamo:

  • un boiler in pompa di calore, con un accumulo di 300 litri;
  • un’unità per il controllo della qualità dell’aria, necessaria in caso di involucri molto efficienti;
  • un impianto fotovoltaico da seimila watt, in grado di abbattere i consumi elettrici.

La gestione dei principali dispositivi elettronici è stato affidato al sistema Bticino MyHome, che grazie a un applicazione per mobile permette, con un clic, di semplificare il controllo di tutti dispositivi elettronici connessi all’impianto. Quest’app consente di comandare da remoto anche i sistemi audio digitali, l’impianto di illuminazione con variazione di colore, e la Smart TV. È possibile, inoltre, attivare le griessier esterne per proteggere l’indoor  dall’irraggiamento estivo per una gestione totale ed efficiente della casa.