Le auto elettriche in Italia sono ancora poche ma si può investire su mezzi di questo tipo

Colonnine elettriche: quando il rifornimento è smart

Che l’Italia sia restia al cambiamento è cosa ben nota. Figurarsi se al centro della rivoluzione c’è l’automobile, imprescindibile per milioni di persone. Da anni si discute su combustibili alternativi a benzina, gasolio e gpl, che inquinino meno e rendano anche le quattroruote veicoli sostenibili. L’alimentazione elettrica ne è un esempio, ma il mercato, nonostante alcune aziende abbiano messo in commercio veicoli perfettamente funzionanti, ancora non decolla. Le auto elettriche in Italia sono quindi delle mosche bianche e, di conseguenza, altrettanto rare sono le colonnine elettriche, le stazioni di ricarica, solitamente a forma di colonnina (ma ne esistono anche a parete o addirittura portatili).

Per questo motivo chi decide di investire su un mezzo elettrico, solitamente fa per conto proprio. Nelle abitazioni private per i veicoli di modeste dimensioni (bici e scooter) può essere sufficiente una normale presa di tipo Schuko, mentre per l’automobile è preferibile dotarsi di connettori specifici (prese industriali fino a 32 Ampere), che reggono potenze più elevate garantendo maggiore protezione. In ogni caso, anche per un utilizzo privato l’ideale è installare una colonnina di ricarica e allacciarla al contatore elettrico domestico, che sfrutta una corrente alternata a 16 Ampere e ricarica la batteria in circa 6-8 ore.

Una seconda metodologia, utilizzabile sia in ambienti privati che pubblici, con amperaggi e tempistiche simili alla precedente, prevede l’utilizzo di un dispositivo di sicurezza posizionato sul cavo di alimentazione. Per velocizzare i tempi e ricaricare la batteria in 30 minuti o al massimo in 1 ora (anche tra le mura di casa) è però necessario utilizzare corrente a 63 Ampere, 400 Volt con sistema di sicurezza Pwm e connettori specifici. In attesa della ricarica wireless a induzione, vi è una quarta e ultima modalità ultrarapida consentita esclusivamente in ambienti pubblici, che prevede l’utilizzo di corrente continua a 200 Ampere, 400 Volt e ricarica la batteria in soli 5-10 minuti.

L’utilizzo delle colonnine pubbliche, installate dai fornitori di energia e dai gestori di rete, solitamente posizionate sui marciapiedi in aree di sosta dedicate, è piuttosto semplice. Nella maggior parte dei casi per attivare il rifornimento è necessario scegliere la modalità di ricarica più adatta al mezzo (lenta, veloce e ultrarapida), avvicinare la smartcard al sensore e attivare l’erogazione di energia, collegando la spina del veicolo alla colonnina.

Per quanto riguarda i costi, una volta richiesta e attivata la tessera magnetica, è possibile pagare a consumo o sottoscrivere un abbonamento. Con una limitazione però: quella tessera potrà essere utilizzata soltanto nelle colonnine di chi l’ha rilasciata.

Società e costi del rifornimento elettrico

 

SHARGEME, RICARICARE L’AUTO CON L’ENERGIA DEGLI ALTRI

La batteria dell’auto elettrica si scarica e nei dintorni non ci sono colonnine per il rifornimento? Niente paura, è sufficiente aprire l’app sullo smartpohone e cercare altri proprietari di auto elettriche che si trovano in zona, disposti a mettere in vendita parte della loro carica. L’idea di fare incontrare domanda e offerta è di due ragazzi di Trieste, che dopo un viaggio in California, dove le auto elettriche si stanno diffondendo a macchia d’olio, hanno pensato di creare la loro startup: ShargeMe. Il servizio dovrebbe partire il prossimo dicembre e prevede un doppio guadagno per i fondatori: da un lato una piccola percentuale sulle ricariche, dall’altro la vendita agli operatori energetici delle posizioni delle auto, affinché quest’ultimi possano pianificare strategie aziendali “mirate”.

di Marco Panzarella

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