qualità aria casa

Respirare aria pulita indoor

Cefalee, irritazioni agli occhi, naso, gola, tosse secca, affaticamento, nausea, possono essere conseguenze della presenza di nemici invisibili nell’ambiente in cui viviamo, come polveri e muffe.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità introdusse la sindrome dell’edificio malato già nel 1983, facendo riferimento al microclima insalubre che si crea all’interno dell’abitazione quando fattori esterni, quali inquinamento chimico o eccessi di anidride carbonica, risultano preponderanti.

Il fallimento degli smart building in termini di salubrità dell’aria, dimostrano che il progresso non risolve tutti i problemi, ma talvolta li alimenta.

L’opinione dell’esperto

leopoldo busa

Leopoldo Busa, progettista ed esperto di qualità dell’ambiente indoor, attribuisce il rilascio di sostanze irritanti o tossiche, ad una ventilazione insufficiente, livelli di umidità troppo alti o alla presenza di ponti termici, spesso generatori di muffe e colonie fungine.

L’impiego di fotoionizzatori o particolari fiale colorimetriche che reagiscano a determinate sostanze, potrebbe dunque rivelarsi necessario. Secondo il consulente energetico infatti, il fai da te non è più sufficiente a proteggere l’interno della casa, per cui il ricorso l’impiantistica dovrebbe essere più frequente.

Tuttavia, nell’ottica di Busa, i rimedi meccanici non andrebbero sostituiti del tutto. La ventilazione controllata per esempio, riesce a contrastare solo parzialmente la presenza di composti nocivi, ma è tuttora funzionale.

Le nuove tecnologie invece, oltre ad effettuare la rilevazione di sostanze estranee, sono addirittura in grado di catturarle.

La cultura del comfort

La ricerca sfrenata della comodità verificatasi negli ultimi decenni, ha consentito la diffusione di prodotti altamente tossici.

Materiali costruttivi ad alta emissione, vernici ed intonaci, possono essere molto più pericolosi degli elementi strutturali serviti a costruire l’edificio. Le alte temperature degli ambienti consentono il rilascio di tali agenti nell’aria, accrescendo la concentrazione di contaminanti inalabili.

Anche i detersivi e gli sgrassanti utilizzati per la pulizia dell’appartamento, contribuiscono a peggiorare la situazione. A differenza dei solventi naturali o EcoLabel, da impiegare in ogni caso con parsimonia, questi ultimi interferiscono con la nostra salute.

Il controllo costante dell’umidità, il ridimensionamento delle temperature e magari l’istallazione di un buon sistema di ventilazione potrebbero fare seriamente la differenza.