Le funzioni nascoste dei rivestimenti

di Sara Narduzzi

Le funzioni nascoste dei rivestimenti

Oltre l’estetica: le caratteristiche di ceramica, marmo e pietra possono contribuire all’efficienza dei sistemi radianti

La funzione delle superfici va oltre la finitura. I rivestimenti, infatti, contribuiscono alle prestazioni complessive dell’edificio. Sicuramente l’aspetto estetico resta uno dei principali criteri di scelta dei rivestimenti, ma, soprattutto in presenza di sistemi radianti, è altrettanto importante valutarne le caratteristiche tecniche, perché influiscono direttamente sull’efficienza dell’impianto. «La superficie ideale da abbinare a un sistema radiante deve avere una bassa resistenza al passaggio del calore, per cui la massa fa la differenza. Marmo, pietre naturali e ceramica sono ottimi candidati, ma ciascuno ha peculiarità tecniche e progettuali da considerare: lo spessore e le dilatazioni, i formati e i giunti, la posa e la compatibilità con adesivi e massetti.

Le funzioni nascoste dei rivestimenti

La scelta è sempre legata alla conoscenza: a differenza dei prodotti industriali, marmo e pietra hanno specificità che derivano dalla loro origine geologica. Il progettista deve approfondirle per selezionare la varietà più adatta al singolo progetto: il granito, la quarzite e il calcare compatto, per esempio, sono adatti a pavimenti radianti» spiega Silvia Sandini, architetta, contitolare dello studio di progettazione Sandini&Corrà. La ceramica, in particolare il gres porcellanato, rappresenta oggi la categoria di rivestimento più diffusa in abbinamento ai sistemi radianti. Grazie all’elevata conducibilità termica, favorisce il trasferimento di calore e la sua distribuzione omogenea. Il processo produttivo assicura uniformità e prestazioni controllate…

Articolo pubblicato su Casa Naturale di settembre – ottobre 2026

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