Nuovi equilibri da ricostruire nel tempo

Materiali e strategie progettuali per intervenire su tetti e facciate migliorando comfort, prestazioni e qualità architettonica
Nel recupero dell’involucro edilizio esistente, tetto e facciata rappresentano ambiti strategici, perché ogni scelta incide direttamente sulle prestazioni energetiche, igrotermiche e sulla durabilità complessiva dell’edificio. «La riqualificazione del costruito è spesso legata a esigenze di efficientamento energetico, che diventano il punto di partenza per un’azione più ampia sull’involucro», spiega Matteo Pierattini, architetto titolare dello studio Officina Abitare. Un approccio oggi molto diffuso, se si considera che una parte rilevante del patrimonio edilizio italiano presenta livelli di prestazione non più in linea con gli standard attuali.

«Il punto di partenza è sempre un’analisi preliminare, utile per valutare le prestazioni dell’involucro e definire strategie mirate», afferma Pierattini, sottolineando come le soluzioni vadano calibrate in funzione del contesto, dell’esposizione e delle caratteristiche dell’edificio. Il cappotto termico è una delle soluzioni più diffuse per migliorare l’efficienza dell’involucro, ma la scelta dei materiali deve essere coerente con la muratura esistente e il suo comportamento termo-igrometrico. «Nella nostra esperienza utilizziamo spesso materiali traspiranti, come i silicati di calcio o altri isolanti naturali, perché permettono di mantenere equilibri simili a quelli originari della muratura», spiega, precisando che ogni materiale presenta caratteristiche specifiche che vanno valutate caso per caso, anche in relazione agli altri interventi previsti, come la sostituzione degli infissi o l’integrazione di sistemi di ventilazione…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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