La salubrità abitativa al centro del futuro del patrimonio immobiliare italiano

Il futuro della rigenerazione urbana in Italia passa dalla salubrità abitativa, leva fondamentale per coniugare transizione ecologica, benessere e valore del patrimonio immobiliare. È il messaggio emerso dall’incontro promosso dal Gruppo Velux e Sima
Un immobile non va valutato solo in base alle prestazioni energetiche, ma anche in funzione della sua salubrità abitativa, perché la qualità degli spazi interni ha un effetto diretto sulla salute pubblica.
Queste le conclusioni dell’incontro “Oltre l’efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare” tenutosi nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica lo scorso 16 giugno.
Un evento promosso dal Gruppo Velux e Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale) per animare e incoraggiare il confronto fra istituzioni, comunità scientifica e operatori del mercato immobiliare sul tema del futuro della rigenerazione urbana nel nostro Paese.
Da anni il discorso sulla rigenerazione urbana ha avuto come punti fissi la decarbonizzazione e il risparmio energetico. Pilastri fondamentali, a cui oggi se ne aggiungono altri come la sicurezza, la qualità dell’aria, l’adattabilità climatica, il comfort acustico e l’apporto di luce e ventilazione naturali.
Focus su salubrità abitativa e qualità dell’aria: lo studio Sima-Velux

E proprio sull’aspetto della qualità dell’aria come elemento della salubrità abitativa, Sima e Velux Italia hanno condotto uno studio congiunto sugli effetti della dispersione dei Cov (composti organici volatili) negli ambienti domestici.
I Cov sono tra i principali inquinanti dell’aria indoor, possono causare irritazioni alle vie respiratorie, cefalea e affaticamento; un’esposizione prolungata in ambienti privi di adeguato ricambio d’aria, situazione sempre più frequente visto il massiccio ricorso alla climatizzazione legata all’allungamento delle stagioni calde, comporta rischi più rilevanti per l’apparato respiratorio e cardiovascolare. Solo in Italia, il ricorso alla climatizzazione domestica è raddoppiato negli ultimi dieci anni e, come puntualizza Alessandro Miani, presidente di Sima, la ricerca «condotta dal professor Enrico Greco della University of South Florida, conferma quanto la qualità degli ambienti interni rappresenti una priorità per la salute pubblica».
Le rilevazioni effettuate in uno degli ambienti domestici più esposti all’accumulo di inquinanti, il bagno, hanno evidenziato quanto la ventilazione incida sulla qualità dell’aria. È infatti emerso dallo studio che in assenza di un’adeguata aerazione la concentrazione di Cov rimane a livelli elevati per circa 15 ore, che si riducono a 3 con un impianto di ventilazione meccanica controllata e ad appena 40 minuti con la ventilazione naturale. Numeri alla mano, la ventilazione naturale si dimostra «uno strumento di prevenzione semplice ma essenziale per ridurre l’esposizione agli inquinanti indoor» conclude Miani.
Efficiente non vuol dire necessariamente salubre
Caratterizzato in gran parte da strutture risalenti al periodo del boom edilizio degli anni Sessanta e Settanta, il patrimonio immobiliare italiano ha bisogno di una profonda revisione energetica e strutturale: una riqualificazione. Una vera e propria sfida, tradotta in alcuni casi in soli interventi di isolamento termico che hanno portato a un risparmio energetico ma non necessariamente alla salubrità: perché a consumi ridotti si devono accompagnare adeguata ventilazione, luce naturale e gestione di eventuale surriscaldamento estivo. Puntando al raggiungimento della salubrità abitativa la transizione ecologica può trasformarsi in un’opportunità strategica e restituire valore reale alle aree urbane, riducendo il consumo di suolo e rendendo gli immobili più resilienti e attrattivi sul mercato.

Come sottolinea Marco Soravia, market director Velux Italia, riqualificare un edificio «guardando oltre i materiali e l’efficienza energetica, partendo da chi lo abita e non solo dall’estetica, è oggi un’opportunità: sottotetti e coperture diventano spazi strategici per portare luce e ventilazione naturale all’interno degli edifici, un valore aggiunto sia per chi deve vendere casa sia per chi la ristruttura per viverci».
Concetti che trovano conferma anche nelle dichiarazioni di Lorenzo Di Francesco, public affairs manager Velux Italia: «L’idea è promuovere un approccio integrato, in cui sicurezza, adattabilità climatica e salubrità – luce e ventilazione naturale, comfort termico e acustico – siano considerati elementi di un unico sistema progettuale».
Un approccio integrato che, come ha spiegato Raffaella Berardo, vice-president del Gruppo Velux, si può realizzare a patto che «istituzioni, industria e professionisti lavorino insieme per migliorare la qualità degli ambienti in cui le persone vivono, andando oltre il solo obiettivo dell’efficienza energetica. È un percorso che parte dall’esistente: in Italia gran parte del patrimonio edilizio risale agli anni Sessanta e necessita oggi di una profonda revisione. Per questo è fondamentale mettere attorno allo stesso tavolo gli attori chiave – l’industria, che sente la responsabilità di guidare l’innovazione sostenibile, i professionisti della progettazione e le istituzioni – per definire un futuro delle abitazioni fondato su qualità della vita, luce e ventilazione naturale, e valorizzazione del patrimonio immobiliare».
Per approfondire:
© Riproduzione riservata.




