Anima rurale

di Alessandro Bianco

Anima rurale

Nel cuore della Puglia, un’architettura di famiglia ritrova la sua unità grazie a un restauro che celebra la memoria locale e l’arte dell’ospitalità

Nata in origine come rifugio di campagna, questa abitazione è stata un luogo di ritrovo per diverse generazioni. Quando i nipoti decisero di trasformarla in un luogo aperto all’ospitalità, l’edificio risultava stratificato, modificato negli anni senza un disegno unitario, nonché segnato da un cantiere incompiuto precedente. Da qui prende forma l’intervento di Opus Atelier, che nelle campagne di Castellana Grotte, tra ulivi, campi coltivati e muretti a secco, ha cercato di ricostruire un rapporto coerente tra architettura e paesaggio.

Anima rurale

«Tutto parte per noi dal genius loci: lì dove vediamo che c’è una radice fondante di uno spazio e possiamo in qualche modo recuperarla, lo facciamo – racconta l’architetta Maura Pinto, titolare del progetto –. Così è stato anche per questa casa, costruita in maniera informale negli anni Quaranta e cresciuta nel tempo come punto di aggregazione della famiglia. Era completamente immersa nel paesaggio pugliese e quello che abbiamo cercato di fare è stato mantenere un rapporto autentico con il territorio, utilizzando materiali tipici, lavorando sulle facciate e cercando di restituire un senso unitario a tutto ciò che nel tempo era stato aggiunto senza una vera logica»…

Articolo pubblicato su Casa Naturale di luglio – agosto 2026

Continua a leggere sulla rivista digitale

© Riproduzione riservata.

Partner

I più letti