“Nuovo” Messico

di Redazione Casa Naturale

Un edificio degli anni Settanta, nella caotica Città del Messico ma in un quartiere residenziale circondato dal verde e protetto dal caos, si presentava con un biglietto da visita sbagliato: colori cupi, interior design dismesso, poca cura per i dettagli e in urgente necessità di ristrutturazione. E’ stato così che gli architetti dello studio Ezequiel Farca hanno cominciato il loro percorso: si sono trovati di fronte ad un involucro di bassa qualità ma con ampie possibilità di miglioramento, dal punto di vista strettamente legato alla qualità dei materiali e all’efficienza dell’insieme, oltre che per quanto riguarda l’interior design e il comfort dell’abitare.

Il punto di partenza nella riorganizzazione degli spazi e nell’ammodernamento della struttura è stato conseguente alla natura che abbraccia l’edificio; gli architetti hanno deciso di aprire dei varchi verso il bosco che circonda il lotto e di permettere alla natura di diventare protagonista dell’intero intervento. Così, sono state inserite ampie vetrate, dal pavimento al solaio, a giorno, applicando sistemi efficienti di ultima generazione. Per ovviare ai problemi legati all’eccessivo irraggiamento i progettisti hanno previsto tendaggi con tessuti tecnici e la piantumazione di specie verdi coerenti con l’habitat ha dato ulteriori garanzie di protezione dal surriscaldamento. La pianta è stata organizzata attorno a percorsi di passaggio da cui si sviluppano i vari ambienti della casa e il criterio di base è legato alla polifunzionalità di ciascuna area. Pareti interamente scorrevoli, porte invisibili e sistemi intelligenti fanno in modo che ciascuno spazio possa essere aperto o chiuso in funzione della necessità del momento. L’intervento di ristrutturazione, inoltre, ha voluto garantire l’efficienza dell’insieme e i progettisti hanno sostituito la vecchia copertura aggiornando la struttura e inserendo un tetto verde; i prospetti, inoltre, ospitano delle pareti verdi sfruttandone il comportamento termoregolatore e un sistema fotovoltaico è stato istallato sul tetto per rispondere alla richiesta di elettricità della casa.

Un impianto per le acqua grigie, inoltre, recupera l’acqua che poi viene usata per l’irrigazione del giardino.

I requisiti legati alla sostenibilità ambientale non hanno compromesso affatto il comfort residenziale, tanto che gli architetti hanno previsto anche alcuni ambienti di servizio legati al relax e alla convivialità. La residenza, infatti, ospita una cantina per i vini, una palestra, una piscina, due terrazze confortevoli e un ambiente per l’home theater. Fra i materiali per l’interior design, sono stati selezionati elementi legati alla natura del luogo: legno locale e pietra vengono affiancati a colori caldi riferiti alle tonalità della terra; verde scuro, “cioccolato” e beige in grado di dialogare con i toni delle essenze lignee e dei marmi.

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