La sostenibilità delle pietre naturali
Progettazione e design di qualità fanno del marmo un materiale attento all’ambiente. Ce lo racconta il designer Paolo Ulian
Nell’immaginario collettivo, la ricerca di soluzioni ecologiche per l’ambiente domestico si orienta spontaneamente verso materiali leggeri, rigenerabili a breve termine o frutto di riciclo. Il marmo e le pietre naturali occupano una posizione defilata in questo scenario, spesso gravati da una percezione complessa che ne accentua l’impatto estrattivo rispetto alle virtù ecologiche. Eppure, proprio l’analisi profonda di questa materia millenaria può rivelare una prospettiva inedita, a patto che sia mediata da una progettazione consapevole e responsabile. Paolo Ulian, designer che ha fatto della sperimentazione lapidea il fulcro della sua ricerca, riconosce la natura intrinsecamente ambivalente del materiale: «Penso che nel marmo convivano caratteristiche positive e negative che lo rendono un materiale molto contraddittorio nella percezione comune.

L’essenza di questo materiale è quanto di più magico e sacro possa esistere perché ogni oggetto realizzato in marmo è un frammento preziosissimo di universo che ci portiamo in casa. È un materiale molto longevo, quasi eterno, di una bellezza inarrivabile e inalterabile nel tempo. È naturale, puro, inerte, riciclabile all’infinito». Il lato oscuro è legato all’impatto delle cave, che modificano la morfologia delle montagne attraverso l’uso di imponenti macchinari e fili diamantati per il taglio dei blocchi, un processo ad alto consumo energetico. Trattandosi di una risorsa finita, la chiave per risolvere la contraddizione risiede nella qualità del progetto, capace di nobilitare la materia riducendo gli sprechi all’origine…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di luglio – agosto 2026
Continua a leggere sulla rivista digitale
© Riproduzione riservata.





