Il cottage Ripollés: rispetto del paesaggio e dei materiali

Il cottage Ripollés si trova su una collina coperta di alberi nel cuore dei Pirenei. È nato su un terreno in pendenza e grazie al desiderio di una casa vacanze “a basso budget”, che rispettasse la natura e la storia millenaria del luogo. Sono questi gli elementi alla base del progetto, realizzato dallo studio Marq nel 2015. Un esempio che illustra bene come una “casa naturale” non sia necessariamente un prodotto di lusso per cui investire una fortuna.

Grazie a scelte oculate e all’uso sapiente della prefabbricazione i progettisti sono riusciti a contenere i costi al di sotto dei 100mila euro, circa 1.000 euro al metro quadrato. Il risultato è un edificio a basso contenuto tecnologico, realizzato a partire da un materiale sobrio come il legno: un piccolo rifugio, ideale per passare qualche giorno di relax lontano dal caos delle città, che fa del comfort e della sostenibilità un punto di forza, senza per questo sacrificare scelte di design innovative.

La strategia progettuale è semplice e ben definita. La proprietà si trova su un terreno in pendenza caratterizzato da numerosi alberi: pochissimi sono stati abbattuti. Anzi, con il preciso obiettivo di valorizzare il contesto originario, gli esemplari più significativi, tra cui una sequoia, sono stati mantenuti. Così l’edificio resta immerso nella vegetazione e risulta perfettamente integrato nell’ambiente naturale.

Coerentemente con la rigida geometria del lotto, i progettisti hanno posto particolare attenzione al corretto orientamento solare del complesso, premessa obbligata per un’opera ben concepita. Il rispetto del luogo passa anche dalla riduzione al minimo degli scavi, che ha permesso anche un notevole risparmio. La casa, costituita da un sistema prefabbricato in legno, si colloca così su un piccolo terrazzamento che asseconda il digradare della collina.

I volumi sono due, realizzati con un principio modulare: il primo ospita le camere da letto e i servizi, il secondo il soggiorno con cucina e una zona soppalcata. Particolare cura è stata dedicata all’isolamento termico: l’involucro è composto da una serie di elementi in legno isolati con lana di roccia per rispondere alla rigidità del clima alpino.

L’esterno, invece, è rivestito con uno strato ventilato che permette di migliorare le performance estive. La compattezza dei due volumi accostati, la forma delle finestre, l’uso del legno a vista nelle travi, nei rivestimenti esterni e in buona parte di quelli interni (intervallati, questi ultimi da pareti candide che contribuiscono a dilatare lo spazio), ricordano il linguaggio tipico dell’architettura montana europea del XIX secolo, reinterpretato in chiave moderna. Lo spazio interno, molto funzionale, è reso confortevole da pochi elementi d’arredo essenziali e da una moderna stufa centrale a legna. Ne risulta un edificio nello stesso tempo tradizionale e moderno, spartano e confortevole, capace, con la sua semplicità, di sottolineare il legame tra l’edificio e il paesaggio che lo circonda.

di Beatrice Spirandelli, foto di José Hévia

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