Cotone, lino e canapa: tessuti bio per la casa

di Redazione Casa Naturale

Mastro Raphael Lino Shabby

Cotone, lino, canapa, pregiati tessuti di origine organica, sono da sempre utilizzati per telerie e biancheria di pregio per la casa e in questo campo il loro utilizzo non è stato mai messo in discussione dall’avvento di altre fibre sintetiche. Il cotone, da cui si ottengono capi freschi e resistenti all’usura, è la fibra tessile vegetale più conosciuta al mondo. Il tessuto si ricava tessendo i filati ricavati dalla peluria che ricopre i semi di una pianta della specie Gossypium, parente stretto della famiglia della malva. Dopo la fioritura, si formano i baccelli che si schiudono mostrando le fibre bianche del cotone.

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Il cotone assorbe l’umidità e la rilascia all’esterno, fungendo da termoregolatore naturale. La forza delle sue fibre cresce, sorprendentemente, del 10% al 15% quando è immerso nell’acqua.

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II lino è la più antica e una delle più affascinanti tra le fibre tessili, coltivata da egizi, babilonesi, fenici, popoli per cui il candido lino era simbolo di purezza divina. Il tessuto di lino raggiunge la massima diffusione in Europa nel Medioevo, e neppure l’introduzione del cotone da parte degli Arabi, attorno al 1300, ne offusca il predominio.

Il lino europeo è tradizionalmente considerato il migliore del mondo. Le varietà attualmente coltivate provengono da ceppi originari dell’Olanda e dei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania). In passato, gli steli venivano strappati a mano, mentre oggi la stessa operazione è meccanizzata. Il trattamento della pianta dopo l’estirpazione dipende da come dovrà essere macerata la fibra, ad “acqua” oppure “a terra”. La macerazione è un processo naturale che serve a disgregare le pectine, cioè le sostanze gommose che avvolgono le fibre riunendole in fasci. La macerazione è dovuta a speciali enzimi prodotti da micro-organismi che proliferano negli steli stesi sui campi dopo l’estirpazione (macerazione a terra) oppure imbevuti d’acqua (macerazione ad acqua).

La canapa tessile, tratta dalla Cannabis Sativa, è un efficace convertitore fotosintetico di anidride carbonica in ossigeno e, nel suo ciclo di crescita, non richiede l’uso di concimi e pesticidi. Le sue radici profonde migliorano le qualità organolettiche del terreno arricchendolo d’azoto. Dalla fibra di canapa si ricavano tessuti freschi e traspiranti in estate, caldi e confortevoli in inverno, anallergici, antibatterici, antistatici, che non irritano la pelle, non conducono energia elettrica e proteggono dai raggi solari.

di Paola Pianzola

© Riproduzione riservata.

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