Rifugio in alta quota
Dietro l’aspetto sofisticato di una casa di montagna, si nasconde un involucro che custodisce un edificio passivo, nel cuore dell’Alta Valtellina
Una casa di famiglia trova una nuova sostanza all’interno dello stesso volume di sempre. L’edificio, immerso nel verde, è situato a pochi minuti dal centro storico di Bormio e a due passi dalle piste da sci. La ristrutturazione, in accordo con i vincoli della Soprintendenza, si è concentrata su involucro e riorganizzazione degli spazi interni, nel rispetto della volumetria originaria. «L’idea di rifugio – racconta l’architetto Rachele Pellegatta dello studio Dome Milano – nasce dalla volontà di creare un luogo di accoglienza e condivisione, in cui la famiglia possa ritrovarsi lontano dai ritmi della quotidianità».

Più che una semplice casa di montagna, il progetto interpreta l’ambiente come spazio caldo e autentico, pensato per una famiglia con tre figli e vissuto in ogni stagione dell’anno. L’intervento sulla facciata esterna consiste principalmente nella modifica degli imbotti delle finestre, rastremati verso l’interno, e nell’inserimento di nuove piccole aperture, in coerenza stilistica con la tipologia architettonica del contesto locale, per portare più luce naturale agli ambienti interni. Il legno dei balconi e dei serramenti scalda una facciata altrimenti troppo chiara, in coerenza materica con la copertura, che conserva la struttura in legno e il manto tradizionale valtellinese. Dentro, la casa si sviluppa su più livelli sfalsati, secondo una logica che asseconda l’andamento scosceso delle vallate montane. I tre piani sono connessi dalla scala centrale, perno della composizione architettonica, che conduce dalla zona giorno…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di settembre – ottobre 2026
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