In edicola il numero di settembre/ottobre 2017

«Noi abusiamo della terra perché la consideriamo come un bene appartenente a noi. Quando vedremo la terra come una comunità a cui apparteniamo, potremo cominciare a usarla con amore e rispetto». Così teorizzava, quasi cento anni fa, Aldo Leopold, tra i più grandi ecologisti riconosciuti al mondo. A distanza di un secolo, il concetto è quantomai attuale: solo se metteremo a fuoco il valore del bene collettivo e della condivisione delle risorse, sarà possibile ritornare a una crescita a vantaggio di tutti.

In questo numero di Casa Naturale, più che in passato, abbiamo voluto riflettere sul concetto della comunità. Comunità abitativa, testimoniata dal successo via via più marcato di progetti di cohousing, tendenza nata negli anni Sessanta in Danimarca per la condivisione di servizi fra vicini di casa. Comunità energetica, con la storia di una utility che ha scelto di distribuire l’energia solo a quei clienti che, in prima linea, si impegnano davvero per l’efficienza e la riduzione dei consumi. Comunità lavorativa, con una cover story interamente dedicata alla riorganizzazione fisica del modello-ufficio. Uno spazio in cui non domina più l’individualismo verticale e la scrivania ha smesso di rappresentare uno status symbol di posizione e potere, ma dove si condivide l’ambiente (anche, paradossalmente, il tavolo e la sedia) per lasciar fluire di più le idee.

Novità della rivista che state per sfogliare è, infine, la nuova rubrica dedicata ai bioarchitetti. Anche in questo caso, si tratta di una comunità di pensiero in Italia, sempre più affermata e protagonista del cambiamento dell’edilizia. Una voce che vogliamo anche noi contribuire ad amplificare.