REbuild 2019 Milano

REbuild 2019: a Milano dal 25 al 27 giugno per rifare le città

Le città, le periferie, i quartieri. Al centro di REbuild 2019, la piattaforma per l’innovazione delle costruzioni e l’edilizia sostenibile, c’è quest’anno una riflessione a tutto campo sulla riqualificazione urbana. Il 26 e 27 giugno, con un pre-opening nel pomeriggio di martedì 25, l’ottava edizione della convention ideata da Thomas Miorin torna dunque a Milano, con ospiti internazionali, workshop e casi studio dall’Italia e dall’Europa.

Periferie urbane e innovazione sostenibile a REbuild 2019

Partire dalle periferie per rifare le città. I quartieri più marginali dei grandi centri urbani possono diventare il motore di un’innovazione sostenibile che si estenda poi a tutto il territorio. A cominciare dal coinvolgimento attivo di chi li abita. Su queste considerazioni ci si confronterà nella due giorni milanese di REbuild 2019.

«(RE)making cities è il titolo che abbiamo scelto quest’anno», commenta Thomas Miorin, Presidente di REbuild. «Guardando con interesse alle iniziative di riqualificazione che si distinguono per il ruolo attivo dei cittadini, che dal basso contribuiscono a ridisegnare gli spazi in cui vivono, dando linfa ed energia a progetti che si vanno ad affiancare alle più note operazioni di sviluppo promosse dai big del settore. In quest’ottica, oggi Milano rappresenta non soltanto uno spazio di rinnovamento e il cuore del real estate italiano, ma il laboratorio dove il cambiamento è capace di coniugare la crescita con la sostenibilità e l’inclusione sociale».
Lo stesso quartiere Ripamonti, che ospita REbuild negli spazi di Fabbrica Orobia, è un esempio di rigenerazione urbana in chiave sostenibile e innovativa.

Un’occhiata al programma di REbuild 2019

Filo rosso di questa ottava edizione è il tema delle piattaforme. La connessione, lo scambio di dati e informazioni, la condivisione di risorse (soprattutto energetiche) sono fondamentali per quartieri sempre più efficienti e sostenibili.
Tra gli esempi di piattaforme di dati di cui si parlerà a REbuild 2019, c’è quello della startup italiana Cuebiq, adottata a New York per la raccolta di informazioni per la pubblicità negli spazi urbani. Naturalmente c’è anche un rovescio della medaglia: l’eccesso di smart grid può essere avvertito come un’invasione della privacy. Come è successo ai cittadini di Toronto, in rivolta per il progetto di raccolta e condivisione dati SideWalk Labs sviluppato da Alphabet, società affiliata a Google.

Smart grid preziosissima e utile si è rivelata invece quella sviluppata da Powerhouse in Norvegia. La società è riuscita a sfruttare il timido sole dei fiordi per realizzare quartieri che producono più energia di quella che consumano.
Non mancherà, infine, l’attenzione alla salubrità degli edifici e al benessere di chi li abita. Tema di cui si occupa l’americana Delos, una delle maggiori realtà esperte di comfort degli spazi, che ha inventato lo standard Well.

«Per poter usufruire di tutte queste possibilità, è necessario che l’intera filiera delle costruzioni si coordini attorno a piattaforme integrate», conclude Miorin. «Per questo ospitiamo rappresentanti del mondo della finanza, dell’immobiliare, costruttori, progettisti e esponenti delle principali industrie di componentistica».

Approfondimenti:
Maggiori informazioni su programma e modalità di partecipazione sul sito rebuilditalia.it
Su rigenerazione urbana nelle periferie, leggi anche il nostro articolo sulla Scuola dei quartieri a Milano.

 

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