Great Green Wall: un muro verde per fermare l’avanzamento del deserto

Il Great Green Wall ha l’ambizione di diventare l’ottava meraviglia del mondo. Un muro verde e vivo, che si estenderà per 8mila chilometri, attraversando longitudinalmente il continente africano, dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso. Un esercito di alberi, cespugli e vegetazione che, con l’aiuto delle mani dell’uomo e la forza delle proprie radici, dovrà fermare l’avanzata del deserto, proteggendo dal degrado la preziosa terra del Sahel. 

Sembra uscito dalla saga fantascientifica “Dune” di Frank Herbert. Invece il Great Green Wall è un progetto concreto, che da più di un decennio, con il sostegno dell’Unccd (Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione), interessa una ventina di Paesi sub-sahariani. La macro-regione del Sahel è uno dei fronti più a rischio per il cambiamento climatico. Alle sempre più frequenti siccità, si è aggiunto negli anni lo sfruttamento senza criterio di terreni e risorse idriche, con l’aggravante di un’endemica povertà e una perenne instabilità politica. Fattori che spingono l’emigrazione. 

La conservazione e il recupero di terre degradate può invertire questa disastrosa rotta. Da quando, nel 2007, si è dato avvio al sogno panafricano della Grande Muraglia Verde, quasi 30 milioni di ettari di territorio sono stati strappati al deserto, riportando fertilità, cibo, lavoro. In una parola, futuro. 

 

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