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venerdì, 21 Febbraio 2020

Anima antica cuore green: il restauro nel rispetto della natura

di Giulia Fontana

Abbattere la spesa energetica, usare materiali eco compatibili, coprire il fabbisogno energetico solo da fonti rinnovabili e usare tecnologie all’avanguardia, il tutto in un edificio d’epoca: questa la sfida accettata dallo studio Solarraum, incaricato di riqualificare Villa Castelli, dimora storica sul lago di Como.

«I committenti desideravano riqualificare totalmente l’immobile in termini di sostenibilità ambientale, ma soprattutto economica , viste le altissime spese di esercizio a quattro zeri – 18.000 euro all’anno – e l’insostenibile discomfort termico».

Ce lo raccontano l’ingegnere Oscar Stuffer e l’architetto Valentina Carì.

Un colabrodo energetico nel corpo di una tenuta ottocentesca di 700 metriquadrati, fattore non trascurabile, perché mettere le mani su un immobile di valore storico significa avere a che fare con un sistema complesso da leggere e interpretare attraverso i segni che il tempo, anno dopo anno, ha lasciato sulla sua pelle.

Prima di intervenire su una casa d’epoca è essenziale conoscerne la storia, per affrontare i lavori con la giusta attenzione, attraverso un attento percorso fatto di restauro e valorizzazione.

In termini di tutela, il Codice dei Beni Culturali, DLgs 42/2004, parla chiaro: «l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente».

Occorre quindi accertarsi se il bene oggetto di intervento sia sottoposto o meno a vincolo storico artistico e interfacciarsi con la Soprintendenza, organo periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che si occupa, nel territorio di competenza, di tutelare il patrimonio storico-artistico. Si parte quindi da un’accurata ricerca d’archivio, perché risalire alla data di nascita della casa non basta, occorre verificare se il fabbricato si presenta oggi nel suo stato originario o se sia il frutto di successivi interventi.

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