Aumenta il bosco, non la biodiversità

di Giorgia Bollati

«Negli ultimi decenni lo scenario boschivo italiano è aumentato molto – spiega Andrea Argnani, referente tecnico del Gruppo Produttori Professionali Biomasse per AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) –

Principalmente per motivazioni legate all’abbandono delle aree montane e alla minore necessità di terreni agricoli». Lo conferma anche la FAO, che certifica la controtendenza italiana nello scenario mondiale: a livello planetario, dagli anni Novanta a oggi, sono andati perduti circa 420 milioni di ettari di foresta. Ancora più grave: la diminuzione di biodiversità, la cui tutela dipende totalmente dal modo in cui interagiamo e utilizziamo le foreste. «I boschi monospecifici sono molto più fragili di quelli composti da diverse tipologie di alberi – prosegue Argnani –. La resilienza del bosco dipende dai tipi di piante, dal loro apparato radicale e dalla loro posizione, e dove la biodiversità è scarsa, questa è minore

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Articolo pubblicato su Casa Naturale novembre-dicembre 2020

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