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L’ospitalità sceglie il legno

di Sabrina Zanini

L'ospitalità sceglie il legno

Un materiale capace di rispondere alle nostre esigenze di benessere e di generare, al contempo, un forte impatto economico e ambientale

Il turismo contemporaneo vive una metamorfosi profonda: il viaggiatore è alla ricerca di ambienti capaci di rigenerare i sensi e ristabilire una connessione autentica con la natura. In questo scenario, l’ospitalità in legno è protagonista e rispecchia questo cambio di paradigma, mostrandosi come una strategia lungimirante che pone al centro il benessere neuro-psicofisico dell’ospite. Come confermano i dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor realizzato da Thrends per Human Company rilasciato dal Ministero del Turismo, la sostenibilità e il design biofilico non sono più meri costi aggiuntivi, ma potenti driver di profitto.

Il settore del turismo naturale si prevede raggiungerà 68,4 milioni di presenze in Italia nel 2026, con un impatto economico totale stimato tra i 9,12 e i 13,3 miliardi di euro, dimostrando la forza di un segmento che assorbe l’11,5 per cento della domanda turistica complessiva europea. Investire nel legno significa, quindi, agire su leve economiche misurabili: dall’incremento della tariffa media giornaliera al miglioramento complessivo dell’asset immobIilitiateliare. I dati parlano chiaro: l’84 per cento dei viaggiatori ritiene fondamentale l’impatto ambientale della vacanza. Il legno, riducendo lo stress e migliorando la qualità dell’aria, risponde esattamente a questa domanda di autenticità e salute…

Articolo pubblicato su Casa Naturale di luglio – agosto 2026

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