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venerdì, 21 Febbraio 2020

I nodi del larice

di Giorgia Bollati

Tra le valli svizzere, una villa abbandona la tradizione e ottiene effetti di dinamismo e irregolarità sfruttando il tetto spiovente e il rivestimento a parete.

L’esposizione a nord, le numerose costruzioni presenti nei dintorni e la naturale composizione del territorio.
Queste le problematiche di un sito suggestivo, dal forte valore ambientale, ma poco sfruttabile per la realizzazione di una casa luminosa, dall’animo green e dallo stretto legame con il paesaggio circostante. Nel cuore della valle di Bagnes nel Canton Vallese, in Svizzera, l’abitazione realizzata dallo studio di architettura Alp’ Architecture Sàrl mette in pratica diverse strategie per ricavare, dalla conformazione naturale del territorio, lo spazio per l’ingresso e, insieme, per instituire una relazione estetica e strutturale con il luogo e consentire l’accesso all’interno della maggior quantità di luce possibile.

I progettisti, dunque, hanno sfruttato la pendenza del terreno per mettere il piano terra e il primo piano della casa in comunicazione con il giardino e hanno fatto largo uso di finestre e vetrate per incorniciare la vista sul paesaggio. Poco toccata dalla luce del sole per la posizione e per l’orientamento, la villa è, infatti, dotata di ampie superfici in vetro e di lucernari che consentono l’ingresso anche dei raggi più alti. In abbinamento, un sistema di faretti posizionati sui solai distribuisce l’illuminazione artificiale all’interno degli ambienti…

Foto di Christophe Voisin

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