Una casa passiva in un aggregato urbano: l’edificio da record

di Clarissa Marchese

casa passiva | passive house | cesena | tecnologia | innovazione | casa da record

Riqualificare il tessuto esistente, con i risultati di una casa passiva, si può. Grazie a una progettazione ragionata e al supporto della tecnologia.

Una casa passiva

A Cesena, in una zona residenziale caratterizzata da piccole palazzine costruite l’una di fianco all’altra, c’è un edificio da record. Il primo caso in Italia e tra i primi al mondo di applicazione del protocollo Passive House in un aggregato urbano esistente.

Si tratta della casa-studio degli architetti Margherita Potente e Stefano Piraccini, al tempo stesso progettisti e committenti.  Essi hanno ristrutturato un immobile parzialmente demolito e ricostruito. Questo, a partire dai principi fondativi di un modo di fare architettura: sostenibilità, efficienza energetica e sperimentazione. «Abbiamo lavorato per ottenere la massima efficienza energetica – spiegano i tecnici – attraverso un progetto condiviso, realizzato mediante l’uso delle tecnologie a nostra disposizione».

Il progetto

L’ossatura portante della casa è il risultato della compresenza di più sistemi costruttivi, che generano un sistema misto. Qui collaborano il legno – lamellare e xlam – l’acciaio e il cemento armato «nell’ottica – spiegano i progettisti – di sfruttare al meglio le proprietà fisiche dei materiali. Il tutto con l’obiettivo di rendere l’edificio antisismico e contenerne il costo di costruzione, senza rinunciare a nessun aspetto qualitativo».

Il fronte su strada denuncia un forte carattere, reso contemporaneo dalle linee architettoniche e dal colore: un accattivante grigio antracite. Invece a est, lato cortile, giochi di volumi in legno e ferro protendono le ampie vetrate in un dialogo continuo con il fiume sottostante. Le aperture, ombreggiate da profondi portici e da sistemi oscuranti per mitigare l‘irraggiamento solare nella stagione più calda, consentono nel periodo invernale di scaldare naturalmente gli ambienti indoor.

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di Giulia Fontana

foto di Daniele Domenicali

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