Riscaldamento della casa: basta un phon
Linee contemporanee e ampie vetrate: sono la forza motrice di una casa a Castiglione torinese, nella cintura di Torino che ha una particolare caratteristica: per il riscaldamento della casa basta la potenza di un phon. E l’abitazione, ha ricevuto la certificazione Passivhaus.
Un progetto che parte dalla composizione architettonica

La progettazione si è sviluppata a partire dalla composizione architettonica. «Il fatto che i proprietari amassero le architetture di Le Corbousier e il periodo cubista di Braque e Picasso – continua il progettista – mi ha facilitato il compito nel realizzare un involucro efficiente e di carattere. Sono riuscito a giocare con cubi, chiaroscuri ed effetti geometrici, amplificati dai riflessi dell’acqua della piscina».
Altissime prestazioni e design
Fin dal principio, l’obiettivo è stato realizzare un edificio che rappresentasse il connubio tra alte prestazioni e creatività architettonica. L’architetto ha utilizzato forme ardite e lontane dalla visione tradizionale dell’architettura, caratteristica del luogo in cui è inserito. La villetta è stata la prima del Comune ad avere una copertura piana: fino a qualche mese prima della sua costruzione, il regolamento edilizio locale ammetteva solo tetti a due falde.

L’edificio, dislocato su tre piani, ha una struttura in calcestruzzo e acciaio, con tamponature in cemento cellulare autoclavato e cappotto esterno da22 centimetriin EPS.
Alta efficienza per il riscaldamento della casa
Il sistema impiantistico è stato progettato in collaborazione con l’ingegnere Stefano Fenoglio e si compone di una pompa di calore da 4kW per la produzione di acqua calda sanitaria e la climatizzazione dell’edificio, con funzionamento a inverter, che scalda la casa in inverno, grazie al circuito radiante a pavimento e la raffresca d’estate, tramite un ventilconvettore a parete.

Un sistema solare “a svuotamento” collabora alla produzione di acqua calda, sia per gli usi sanitari, che per il riscaldamento della casa. Lo svuotamento consiste nel riempire i collettori solo in fase di esercizio, evitando l’utilizzo di liquido antigelo e aumentando l’efficienza del sistema; inoltre, nel caso in cui la casa rimanga vuota per un lungo periodo estivo, non si corre il rischio di surriscaldare il circuito, perché l’impianto rimane in stand-by.
I pannelli fotovoltaici verranno posati entro fine anno, sulla base dei consumi effettivi, per portare a zero il bilancio energetico della casa.
A cura di Giulia Fontana
© Riproduzione riservata.





