Le mille vite del legno

Da pallet e ante dei vecchi mobili a pannelli in truciolato di legno nuovi e performanti. Oggi questo è l’emblema dell’economia circolare. Negli anni Ottanta era vera avanguardia.

Ora l’Italia è il primo paese al mondo nel riciclo del legno.

All’epoca, l’approvvigionamento della materia prima in Italia era un problema, soprattutto in ambito di legno. Le risorse locali su cui appoggiarsi per il rifornimento di materiali non erano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno e l’importazione dall’estero richiedeva spese ingenti. Una soluzione è arrivata con Saviola.
Nel pieno del boom economico, l’azienda ha scelto di puntare sugli scarti delle segherie. Prima i residui più nobili della lavorazione, poi rifiuti legnosi di qualsiasi natura, dagli imballaggi industriali agli scarti dell’edilizia.

Prima lo stupore e la scarsa comprensione, poi il successo.

Oggi Saviola è il più importante processore di legno post-consumo al mondo.

E produce 1 milione e 200 mila metri cubi di pannelli a partire da 1 milione e 300 mila tonnellate di legno all’anno. Alessandro Saviola, presidente del gruppo, racconta a Casa Naturale:

I primi tempi sono stati molto faticosi. Il mercato non coglieva le potenzialità di un prodotto di questo genere. Tra gli anni Ottanta e Novanta erano prioritarie l’estetica e il prestigio, mentre noi producevamo pannelli dall’aspetto molto grezzo a partire da scarti di lavorazione. Con il tempo, la coscienza delle persone è diventata più recettiva rispetto alla tematica della sostenibilità e il mercato ci ha premiati.

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