L’apocalisse degli insetti

di Giorgia Marino

La chiamano “sindrome del parabrezza pulito”. Un modo intuitivo ed empirico per descrivere il declino, sempre più rapido e allarmante, della popolazione di insetti. Non solo le api o le farfalle, di cui si parla spesso come specie a rischio. Ciò che è davvero inquietante è il massiccio calo generale della massa di tutta la cosiddetta entomofauna. L’allarme lo ha dato uno studio tedesco del 2017, rilevando una perdita di oltre il 75% degli insetti volanti in Germania dal 1989.

Una ricerca pubblicata all’inizio di quest’anno sulla rivista Biological Conservation ha messo allora a confronto dati storici da varie parti del mondo, giungendo alla conclusione che la popolazione globale di insetti sta diminuendo a un ritmo del 2,5% all’anno.

Di questo passo, avvertono gli autori Francisco Sánchez-Bayo e Kris Wyckhuys, potrebbero estinguersi nel giro di un secolo.
Le cause sono molteplici, ma hanno tutte un’origine comune: l’uomo. Si va dalla perdita di habitat dovuta ad agricoltura intensiva e urbanizzazione, all’inquinamento da pesticidi, dall’introduzione di specie aliene fino al cambiamento climatico.

Le conseguenze potrebbero tradursi in quella che gli ecologi chiamano “cascata trofica” inversa: una serie di effetti che, partendo dalla base della catena alimentare, mineranno l’intero funzionamento degli ecosistemi. Molte specie di uccelli e di pesci perderanno le loro fonti di cibo primarie, le piante da frutto non avranno più chi le impollina, mentre i resti organici non potranno essere smaltiti dagli stercorari. Per descrivere la decadenza di un pianeta senza insetti, l’entomologo americano David Wagner usa toni da apocalisse fantascientifica: un mondo senza fiori, di foreste silenziose, con foglie secche e carcasse che imputridiscono al sole, in cui si lotta per accaparrarsi le poche risorse rimaste. «La natura è resiliente, ma stiamo arrivando a un punto di rottura irreparabile», avvertono gli entomologi. La speranza sta nella grande fertilità degli insetti. Se daremo loro la possibilità e lo spazio per riprendersi, forse eviteremo il collasso.

Un po’ di numeri:

  • 40% le specie di insetti con alti tassi di declino, un terzo delle quali è già a rischio estinzione
  • 8 volte più veloce è il tasso di estinzione degli insetti rispetto a mammiferi, rettili, uccelli
  • 2,5% è lapercentuale annuale di declino della popolazione di insetti negli ultimi 25/30 anni
  • 100 anni è il periodo stimato entro cui si rischia la scomparsa degli insetti
  • 87% delle specie di piante hanno bisogno di insetti per l’impollinazione

dati tratti dallo studio di F. Sánchez-Bayo e K. Wyckhuys

© Riproduzione riservata.

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