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Relazioni in gioco

di Sabrina Zanini

Relazioni in gioco

Il playground, o più più comunemente parco giochi, è nato a cavallo tra Otto e Novecento. A promuovere la nascita di queste aree di gioco all’aperto fu il pedagogista tedesco Friedrich Froebel, e il primo fu costruito a Manchester in Inghilterra, nel 1859 all’interno del Peel Park. Come mostra Domitilla Dardi, storica e curatrice di design, in Playgrounding. Il playground come forma simbolica, il parco giochi nasce già come dispositivo sociale: uno strumento per educare, controllare e allo stesso tempo liberare il corpo, soprattutto quello infantile, dentro la città industriale. E negli ultimi anni, il playground sta tornando a svolgere la sua funzione di collante sociale. Numerosi i progetti che trovano proprio nell’area giochi il loro fulcro di rigenerazione urbana. Nel progetto dello studio Hsc Designs ad Ahmedabad, in India (in foto), il playground si allontana dall’oggetto isolato e diventa paesaggio civico. L’ascolto del sito e dei suoi utenti trasforma il parco in un’infrastruttura di fiducia: il gioco diventa un atto condiviso, osservabile, attraversato, capace di includere donne e uomini, bambini e anziani senza gerarchie rigide…

Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026

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