Come usare il ricordo per cambiare
Il rapporto tra il territorio e la memoria guida il progetto di ristrutturazione di una residenza tradizionale incastonata tra le vette russe del Caucaso, a 1600 metri di altitudine
Il progetto nasce da una richiesta precisa: aggiornare la casa agli standard contemporanei preservandone il legame emotivo e identitario. «Rinnovare non significa cancellare, ma rendere abitabile il ricordo – spiega l’interior designer Ksenia Breivo –. Perciò abbiamo intrapreso una ristrutturazione radicale, ripensando completamente gli spazi interni, ma con rispetto. Ora il piano terra comprende un grande salone per gli ospiti, un salottino più riservato con biblioteca, sala musica e sala da pranzo. Al secondo piano invece si trovano la camera matrimoniale con camino e un bagno con boudoir per la padrona di casa».

Il progetto interpreta in chiave contemporanea i codici dell’architettura tradizionale dei Laks, popolo originario di questa zona montuosa a nord del Caucaso, abituato a costruire agglomerati di edifici a più piani in pietra autoctona che seguono il terreno scosceso. Le grandi finestre ad arco, elemento ricorrente nel linguaggio locale, scandiscono le facciate e filtrano la luce naturale, mentre dall’interno la partizione sinuosa delle vetrate nella zona giorno richiama il profilo delle vette.«Volevamo che l’architettura interna seguisse le linee del paesaggio – continua Breivo – trasformando la natura in un riferimento costante, mai decorativo…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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