Bambù, si ma dove?
Non un albero, ma un’erba gigante chiamata anche “acciaio vegetale” per la sua resistenza. Una resistenza dovuta alla disposizione delle fibre sul contorno del fusto e che si fa compatibile a una grande leggerezza e flessibilità. Per questo, e per la sua velocità di crescita (in alcune specie è di un metro al giorno), il bambù è molto usato in aree tropicali, il suo luogo di origine, per l’edilizia privata e pubblica e, spesso, per costruzioni emergenziali e antisismiche. In Italia, però, la sua coltivazione non è mai arrivata a una scala industriale omogenea e adeguata a dei contratti commerciali, così che molti dei prodotti diffusi sono ancora importati da Cina e Vietnam.
Pur poche, le piante importate in Italia sono cresciute e si sono propagate in fretta. Così, sono entrate in competizione con le specie vegetali autoctone rischiando di soffocarle. Dei rischi dovuti a questa pianta esotica invasiva nel Mediterraneo hanno scritto i ricercatori del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) e dell’Università della Tuscia in uno studio del 2024…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di gennaio – febbraio 2026
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