Quando è nato il “senso di casa”
Come abbiamo iniziato a essere stanziali e a chiamare un insediamento “casa”? Beatrice Demarchi risponde a queste domande grazie alle sue ricerche in bioarcheologia, branca specializzata dell’archeologia che studia i resti organici rinvenuti in contesti archeologici per ricostruire la relazione fra esseri umani del passato e ambiente.
Ciò che sappiamo di noi è in ciò che la storia ci ha lasciato. «Ci interessa ricostruire come gli esseri umani abbiano iniziato ad avere un impatto importante e definito sull’ambiente, e questo già migliaia di anni fa, decisamente prima di quanto non si pensi generalmente. E lo facciamo studiando i reperti archeologici e in particolare il materiale faunistico». Così, osservando siti originari di epoche che precedono la scrittura, Beatrice Demarchi si occupa di tracciare una relazione tra la comunità umana e l’ambiente che lo circonda, attraverso un’archeologia che cerca tracce legate alle attività di chi in passato ha abitato quei siti e ne ha lasciato tracce.


Cosa ci dicono i luoghi “rifugio” della preistoria?
Come archeologi spesso ci concentriamo sull’abitato per capire come è organizzata una società. L’architettura classica è di frequente il focus principale di chi fa questo lavoro. Tuttavia, anche le abitazioni più antiche hanno molto da raccontare, del Paleolitico ciò che resta meglio conservato sono ripari in grotte, come caverne più o meno decorate. Si tratta principalmente di rifugi stagionali, in cui cacciatori e raccoglitori cercavano e conservavano le risorse che potevano consentire loro di sopravvivere…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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