Il tempo necessario del progetto
Tra vincoli amministrativi e bonifica del sito, lo studio Arhk Architects trasforma un processo complesso in un progetto che mette in relazione la tradizione olandese con un linguaggio architettonico contemporaneo
Esistono progetti che richiedono tempo, pazienza e la capacità di superare ostacoli imprevisti. Questa residenza ad Amstelveen, a sud di Amsterdam, nasce dopo un lungo percorso tra procedure burocratiche e la complessa bonifica di un terreno contaminato, tanto che i proprietari hanno deciso di chiamarla Huize Toch Nog, “la casa che è nata comunque”. Lo studio ARHK ha saputo trasformare questa attesa in un’opportunità, affinando un progetto che celebra il dialogo tra epoche e linguaggi architettonici differenti. La casa è composta da due volumi: uno su strada, in mattoni con frontone che richiama la tradizione olandese degli anni Trenta, e uno arretrato, contemporaneo, in acciaio, zinco nero e legno di afrormosia.


La presenza di una falda molto superficiale, a circa 40 centimetri dal piano di campagna, ha inciso in modo determinante sulle scelte costruttive, portando alla realizzazione di una platea in calcestruzzo di spessore maggiorato per proteggere l’edificio dall’umidità e dalla pressione dell’acqua nel sottosuolo. All’interno, l’architettura gioca con la profondità e la sezione. Grandi superfici vetrate inondano di luce naturale gli ambienti, che si articolano su quote differenti. Spicca la zona pranzo: un volume scenografico con un’altezza che raggiunge i sette metri, offrendo continue variazioni prospettiche. Inoltre, l’abitazione eccelle per sostenibilità: grazie a un isolamento termico avanzato, pompa di calore, pannelli solari e ventilazione meccanica con recupero di calore, la casa garantisce il massimo comfort con consumi energetici ridotti.
Articolo pubblicato su Casa Naturale di maggio – giugno 2026
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