Mettere in dialogo presente e passato
Scelta delle essenze, lavorazioni e trattamenti naturali permettono di mantenere inalterata la bellezza del parquet
La relazione tra il parquet e gli altri rivestimenti rappresenta una sfida progettuale negli interni contemporanei. Che si tratti di dialogare con materiali già presenti o di introdurre accostamenti differenziati tra gli ambienti, la scelta di prodotto e di posa deve tenere conto dell’effetto finale desiderato e, in caso di ristrutturazione, dell’entità dell’intervento. «Dal punto di vista del bilancio costi-benefici e dell’impatto ambientale, il parquet posato su pavimentazione esistente con metodo flottante rappresenta la soluzione più efficace – spiega l’architetto Giacomo Ortenzi, fondatore dello studio Ossigeno –. È preferibile perché più sostenibile grazie all’assenza di colle ma anche perché il legno è un materiale vivo e soggetto a movimenti: la posa incollata lo forza in una fissità che non gli è propria.

Anche il suono risulta diverso, con un valore acustico specifico». Inoltre, questa tecnica semplifica le lavorazioni e consente di evitare la demolizione e lo smaltimento dei massetti esistenti, riducendo così i rifiuti prodotti. Con i giusti trattamenti, il parquet può essere utilizzato ovunque in continuità, ma chi desidera la differenziazione può optare per una coesistenza di materiali naturali. «L’accostamento privilegiato è quello con la pietra. Quando ci si trova a dover coprire pavimentazioni precedenti risulta molto valido anche l’abbinamento legno- resina» prosegue l’architetto. Se si rinnova solo una parte dei pavimenti è opportuno cercare di avvicinarsi il più possibile a quanto presente oppure procedere per contrasto…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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