Caldo in ogni senso

di Sara Perro

La calda sensazione del legno appaga in un colpo solo una molteplicità di sensi. La sinestesia di piacere abbraccia prima di tutto la vista, grazie al richiamo atavico che questa materia, unica fra tutte, riesce a esercitare in virtù della sua naturalità.

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Se poi parliamo di un pavimento, il fascino rapidamente coinvolge anche il tatto: camminare a piedi scalzi su un parquet, sentire il calore delle fibre e tastare la consistenza materica delle tavole in rovere è un privilegio a cui molti non vogliono rinunciare.

Le tecnologie moderne hanno, se possibile, moltiplicato la già grande popolarità del pavimento in legno. Tutto grazie ad una ricerca sempre più avanzata in fatto di finiture, tagli e trattamenti.

La varietà offerta dal mercato è assoluta: si passa da prodotti volutamente grezzi, che esaltano la rozza eleganza della materia, ad altri più ricercati, capaci, grazie a incastri tecnologicamente sempre più raffinati, di assemblarsi in combinazioni fantasiose, a partire dalla classica e mai tramontata “spiga”.

La solida, rassicurante e morbida presenza del legno rievoca un ritorno alla natura che arricchisce le nostre case di suggestioni antiche, pur adattandosi in maniera più che egregia anche a design moderni e avveniristici.

Fra le novità più interessanti proposte in questo 2018 appena iniziato, figura un pavimento realizzato a partire da alberi “morti” recuperati dalle foreste della Slavonia, nella penisola Balcanica. Una scelta che si inserisce in una logica non solo di recupero ma anche di tutela ambientale in senso lato, perché ripulire i boschi porta con sé evidenti benefici.

Certo, il parquet bisogna saperlo gestire: innanzitutto occorre prestare attenzione alla posa. In secondo luogo alla manutenzione. I sistemi di protezione, a partire da oli e vernici, ormai sono ben sviluppati. La verniciatura, seppure più performante dell’olio, può rischiare di dare alla superficie un aspetto più “finto” e innaturale. L’olio è più delicato ma sacrifica qualcosa dal punto di vista della protezione.

Anche se trattate a dovere, le tavole possono ugualmente rovinarsi e usurarsi. Questo, a ben guardare, non è necessariamente un difetto: non è detto, infatti, che l’aspetto vissuto non possa rivelarsi addirittura un valore aggiunto. In ogni caso gli esperti suggeriscono, ogni decina d’anni, di lamare, carteggiare e riverniciare le superfici.

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di Lorenzo Bernardi

© Riproduzione riservata.

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