Costruire sul costruito

di Sabrina Zanini

Costruire sul costruito

Dimenticare l’effetto baita: parlare di legno è raccontare di innovazione, velocità e di un’economia circolare che sta riscrivendo le regole del costruire

Quando pensiamo al futuro dell’edilizia, il primo materiale che ci viene in mente non è affatto nuovo: è il legno. Ma cosa rende questo elemento millenario una delle soluzioni più performanti per l’architettura di domani? Ne abbiamo parlato con Manuel Benedikter, architetto e presidente di giuria del WAP – Wood Architecture Prize, che ci ha guidato attraverso le ragioni strutturali, i vantaggi in cantiere e la profonda sostenibilità che fanno del legno il protagonista indiscusso delle ristrutturazioni, delle sopraelevazioni e della rinascita urbana, anche in Italia.

Parliamo dell’uso del legno nelle ristrutturazioni e, in particolare, nel “costruire sul costruito”. Perché questo materiale funziona così bene in interventi di sopraelevazione e ampliamento?
Ci sono diversi motivi. Il primo è strutturale: il legno è un materiale leggero e questo consente di non sovraccaricare la struttura esistente. In molte zone d’Italia la componente sismica è fondamentale e il legno offre prestazioni eccellenti, grazie alle strutture di peso ridotto, che in caso di sisma vengono sollecitate meno e di conseguenza sono snelle e sicure. Se progettata correttamente, una struttura lignea non solo risponde meglio alle sollecitazioni, ma permette spesso di evitare interventi di rinforzo invasivi sulla parte esistente.

Articolo pubblicato su Casa Naturale di gennaio – febbraio 2026

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