Un mondo alieno

di Sabrina Zanini

Bosco di betulle con tronchi alti e chiari immersi nella luce autunnale, circondati da foglie giallo dorato e vegetazione spontanea. L’atmosfera è naturale e silenziosa, con un contrasto delicato tra il bianco della corteccia e i toni caldi del fogliame.

Nel suo ultimo libro, il biologo e giornalista scientifico Marco Ferrari propone una rilettura critica di alcune delle narrazioni più diffuse sul mondo vegetale, mettendo in discussione semplificazioni e metafore che, se prese alla lettera, rischiano di distorcere la realtà biologica e la nostra visione del mondo

La scienza ci costringe spesso a cambiare prospettiva: per capire le piante dobbiamo abbandonare le categorie con cui leggiamo gli animali perché sono organismi profondamente diversi, con strategie, strutture e modalità di funzionamento proprie. “Zoomorfizzarle” ci dice, forse, più di noi che di questi esseri quasi alieni e quasi immortali. Ne abbiamo parlato con Marco Ferrari, partendo proprio dal titolo del suo libro.

Un mondo alieno
A sinistra, il libro di Marco Ferrari edito da Bollati Boringhieri biologo e giornalista. A destra, l’illustrazione di alberi di Calamophyton, Peter Giesen – Chris Berry. I Calamophyton erano piante simili a palme nane, e si trovavano nella foresta più antica al mondo, nel Somerset, in Inghilterra. Risale a 390 milioni di anni fa e fu scoperta nel 2024 da Neil Davies.

Le piante non sono animali verdi sembra quasi una provocazione, ma cosa significa esattamente?
Significa, prima di tutto, prendere atto del fatto che le piante sono qualcosa di completamente altro rispetto agli animali. Sono organismi che hanno intrapreso un percorso evolutivo autonomo, distante dal nostro. Dominano il pianeta in termini di biomassa e presenza negli ecosistemi, e lo fanno attraverso strategie che non hanno nulla a che vedere con quelle animali…

Articolo pubblicato su Casa Naturale di maggio – giugno 2026

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