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Ripensare naturale in architettura

di Emanuele Goio

Ripensare naturale in architettura

Naturale è qualcosa che non si trova in una condizione statica, ma diviene in un processo continuo di nascita

Nel dibattito contemporaneo sull’abitare, il termine “naturale” è spesso utilizzato in modo semplificato, come sinonimo di purezza, salubrità o sostenibilità. Tuttavia, questa riduzione rischia di svuotare il concetto del suo significato più profondo. Naturale non indica ciò che è idealmente “buono”, ma ciò che possiede un principio interno di crescita, trasformazione e relazione. L’etimologia del termine natura, che deriva dal latino nasci (nascere), chiarisce questa prospettiva: naturale è ciò che continua a nascere. Applicata all’architettura e ai materiali, questa visione introduce un cambio di paradigma rilevante. Un materiale può dirsi naturale non semplicemente per la sua origine, ma per la sua capacità di continuare a rispondere al contesto.

Ripensare naturale in architettura
L’agriturismo Grieserhof, progetto dell’architetta Christa Mair (studio plan_ar), foto di Karin Micheli

Il legno è naturale perché scambia umidità, reagisce alla luce, invecchia senza perdere coerenza strutturale e conserva memoria delle condizioni in cui è cresciuto. L’argilla è naturale perché assorbe e rilascia, mitiga il clima interno, dialoga con il corpo umano. La pietra lo è perché custodisce la lentezza e la restituisce come stabilità. Il contrario di naturale, in questa prospettiva, non è artificiale, ma ciò che ha perso la capacità di relazione. Molti materiali industriali non sono problematici in quanto tali, ma perché sono stati resi inerti: non dialogano con l’ambiente, richiedono controllo tecnologico costante, non si adattano, non raccontano il tempo. In essi si è interrotto il principio di nascita. Si intuisce che il problema dell’abitare contemporaneo non risiede solo nell’artificialità, ma nella perdita di risposta: edifici che non respirano, che non interagiscono con il clima, che necessitano di energia continua per mantenere condizioni di stabilità…

Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026

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