La casa cambia con noi
Pensare l’abitazione come immutabile non è più possibile. Sostenibilità significa scegliere arredi capaci di adattarsi alle occasioni
Arredi versatili, modulari e trasformabili rispondono alla fluidità dell’abitare contemporaneo e risultano una scelta sostenibile, perché durano nel tempo e si adattano al cambiamento. La designer Raffaella Mangiarotti invita a ribaltare il punto di vista: la versatilità non si progetta come un obiettivo dichiarato, ma nasce come conseguenza naturale di un buon progetto. «Se un oggetto è disegnato con cura, funziona bene ed è intuitivo, si adatta a più persone e a più stili di vita. Piacerà di più e verrà usato di più, magari anche per usi che non erano stati considerati all’inizio». È in questa capacità di accogliere usi diversi che un arredo diventa davvero sostenibile, perché resta, accompagna, resiste nel tempo.

La versatilità, quindi, non riguarda solo lo spazio, ma anche la durata. Un oggetto ben fatto non si limita a rispondere a un’esigenza momentanea, ma attraversa le stagioni della vita, adattandosi a chi cambia. «L’uomo è per natura adattabile – osserva Mangiarotti – e la casa dovrebbe esserlo altrettanto. È una questione di sopravvivenza. La vita non segue mai un disegno preciso, ma cambia e ci cambia, anche solo per motivi anagrafici. Io faccio fatica a pensare diversamente perché per me i luoghi di vita e di lavoro sono sempre stati spazi concepiti come adattabili e trasformabili». Progettare ambienti domestici rigidi significa ignorare questa evidenza.
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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