La ripresa della calce
Un materiale antico ma anche nuovo, apprezzato per la versatilità, la compatibilità materica e ambientale e la salubrità
Si può dire che la calce sia un materiale presente in edilizia da sempre: il più antico manufatto a base di calce risale, infatti, al 7000 a.C.. Questo materiale si ottiene dalla cottura della pietra calcarea, che produce la calce viva. Successivamente, la calce viva viene messa a contatto con l’acqua: per nebulizzazione si ottiene la calce in polvere, mentre per immersione si ottiene il grassello di calce. È possibile fare un’ulteriore distinzione in base alla percentuale di argilla presente nella roccia calcarea. In questo caso si parla di calce aerea e calce idraulica. La prima è caratterizzata da un’ottima lavorabilità, la seconda invece ha una presa più rapida e una maggiore resistenza meccanica. La calce, quindi, non è tutta uguale: ogni prodotto ha proprietà diverse e, di conseguenza, campi di impiego differenti. La calce viene utilizzata per realizzare malte, intonaci e pitture, ma anche in combinazione con altri materiali, come canapa e sughero, per produrre mattoni isolanti, S termo-intonaci e massetti. La sua forza risiede nella compatibilità materica e nella versatilità di impiego, oltre che nelle proprietà intrinseche di traspirabilità e igroscopicità…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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