Un grande giardino interno con cucina
Un architetto ci apre le porte di casa sua attraverso un racconto intimo in cui progetto, scelte materiche e vita quotidiana si intrecciano, rivelando il lato più personale dell’architettura
Un ampio tavolo occupa lo spazio, lo attraversa. Si appoggia a una cucina disegnata su misura. Non è solo il luogo dove si mangia, diventa piano d’appoggio e luogo d’incontro. In casa mia, a Bologna, questo oggetto racconta più di ogni altra cosa l’idea di abitare. Quando arrivano le persone, su questo grande piano si mangia, si beve, diventa il posto per dialogare con chi cucina. Intorno, lo spazio non si interrompe. Da qui prende forma un concetto a cui tengo molto: quello di casa senza muri. Non c’è un confine tra la cucina e il soggiorno. In casa non ci sono pareti per suddividere lo spazio. È un ambiente continuo e conviviale, che ciascuno può occupare liberamente: ognuno abita nella casa, in questo spazio, un po’ come vuole. Non è una scelta formale, né una dichiarazione di stile. È un modo di vivere che diventa progetto. In questa casa sperimento sulla mia pelle un’idea di abitare fatta di continuità, relazione e uso quotidiano dello spazio. Non è una tipologia di casa, lo descriverei piuttosto come un grande giardino interno con cucina, pensato per essere vissuto più che definito…
Articolo pubblicato su Casa Naturale di marzo – aprile 2026
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