Per un futuro gentile

di Sabrina Zanini

Per un futuro gentile
Arch. Feld72, Asilo di Lagundo, foto: Schreyer David

La ventunesima edizione di Klimahouse porta in fiera una riflessione che parte dalle domande, perché per trovare le risposte corrette si deve partire dai giusti quesiti

Per immaginare, innovare e trasformare bisogna prima comprendere, capire, pensare. Quali sono le domande giuste per l’edilizia sostenibile? È con questa riflessione che apre la conferenza stampa di Klimahouse 2026. La fiera, in programma a Bolzano dal 28 al 31 gennaio 2026, orienta l’intero sguardo della filiera verso un pensiero più profondo sul costruire contemporaneo. «C’è un potere nelle domande». Ne è sicuro Thomas Mur, direttore di Fiera Messe, per cui il punto di partenza è chiaro: Klimahouse è un ecosistema in cui la leadership dell’edilizia responsabile si traduce in leadership di pensiero: «Una domanda è al cuore di questa edizione: possiamo permetterci la sostenibilità?».

Per un futuro gentile
Arch. Plan_ar, Agriturismo Grieserhof,  foto Karin Micheli

È un interrogativo che non cerca un effetto retorico – e che guiderà anche la riflessione dei due giorni del Congress –, ma apre una discussione sulla reale accessibilità della sostenibilità, su come integrarla nei processi e nei valori delle comunità e su come riconoscere all’architettura un ruolo di rigenerazione. Durante la conferenza stampa, l’architetto Davide Angeli ha affrontato il tema del costruire sostenibile partendo anche lui da due semplici domande: chi e dove. La visione dello Studio AMDL Circle di cui si fa portavoce è riassunta nella formula Understanding People and Places, shaping a Gentle Future e mette al centro la sostenibilità sociale: è inutile costruire se ciò che costruiamo non genera relazioni.

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Arch. Hannes Mahlknecht, Foto Elisa Cappellari
Per un futuro gentile
Arch. Hannes Mahlknecht, Foto Elisa Cappellari

La sostenibilità non è mai una sola, ma un insieme di sostenibilità diverse; le risposte che cerchiamo cambiano in base al luogo, alle persone, ai bisogni reali. L’edizione 2026 di Klimahouse ospiterà più di quattrocento espositori e circa cento eventi nei quattro giorni di apertura. Novità di quest’anno sarà il padiglione H1, dedicato alle eccellenze dell’Alto Adige, insieme alla mostra sulle architetture alpine curata da Filippo Bricolo, già presentata alla Biennale di Venezia. Non mancheranno le aree dedicate alle produzioni locali e un fitto programma formativo. Inoltre, verranno presentati nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio i vincitori del Wood Architecture Prize, ormai giunto alla sua quarta edizione e che quest’anno ha raggiunto quasi cento candidature.

Articolo pubblicato su Casa Naturale di gennaio – febbraio 2026

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