Bambù, si ma dove?

di Giorgia Bollati

Bambù, si ma dove?

Non un albero, ma un’erba gigante chiamata anche “acciaio vegetale” per la sua resistenza. Una resistenza dovuta alla disposizione delle fibre sul contorno del fusto e che si fa compatibile a una grande leggerezza e flessibilità. Per questo, e per la sua velocità di crescita (in alcune specie è di un metro al giorno), il bambù è molto usato in aree tropicali, il suo luogo di origine, per l’edilizia privata e pubblica e, spesso, per costruzioni emergenziali e antisismiche. In Italia, però, la sua coltivazione non è mai arrivata a una scala industriale omogenea e adeguata a dei contratti commerciali, così che molti dei prodotti diffusi sono ancora importati da Cina e Vietnam.

Pur poche, le piante importate in Italia sono cresciute e si sono propagate in fretta. Così, sono entrate in competizione con le specie vegetali autoctone rischiando di soffocarle. Dei rischi dovuti a questa pianta esotica invasiva nel Mediterraneo hanno scritto i ricercatori del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) e dell’Università della Tuscia in uno studio del 2024

Articolo pubblicato su Casa Naturale di gennaio – febbraio 2026

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