Trace: sistema per monitorare la salute degli alberi | foresta parlante

In Umbria, la foresta parlante comunica lo stato di salute degli alberi

In Umbria c’è una foresta parlante. Che racconta lo stato di salute dei suoi alberi e quello del Pianeta. La Foresta di Piegaro, grazie a un progetto sperimentale basato sull’IoT (Internet of Things), oggi è in grado di comunicare una serie di parametri utili per lo studio del suo ecosistema. Il progetto Trace, partito in autunno, coinvolge anche un sound artist che crea composizioni musicali con la voce degli alberi.

Con l’Internet of Things anche il bosco parla

Si chiama Trace, ovvero Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification, il progetto sperimentale che coinvolge alcune aree della Foresta di Piegaro in Umbria. Si tratta di una sperimentazione internazionale, che già vede la partecipazione di Cina, Russia e Spagna. L’Italia viene per la prima volta coinvolta grazie alla collaborazione della famiglia Margaritelli, proprietaria dell’area del Piegaro e nota per il brand Listone Giordano. Al progetto italiano partecipano anche PEFC Italia, ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).

Trasformati in una vera e propria foresta parlante grazie al sistema IoT Tree Talker, i 146 ettari boschivi del Piegaro hanno dunque cominciato a fornire dati su diversi parametri eco-fisiologici. Raccogliendo informazioni su acqua, crescita, foglie, respirazione, si riescono anche a studiare gli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi.

Cosa dicono gli alberi

Il Bosco di Piegaro, insignito nel 2017 con il Premio Internazionale di Ecologia Umana, si compone di 36 alberi di cerro, carpino e douglasia. Per questo studio è stato diviso in tre differenti aree di qualche centinaio di metri quadrati ciascuna. Una parte forestale a conifere, una a latifoglie, mentre il terzo gruppo di alberi si trova nell’impianto di arboricoltura da legno. Ogni pianta ha sul tronco un dispositivo con dei sensori che trasmette le informazioni. Si può sapere, ad esempio, quanta acqua la pianta riesce a prendere dal suolo. Si monitora l’accrescimento del diametro del tronco e la qualità e colore del fogliame, che indica se la pianta sta crescendo sana. E ancora, la respirazione, l’assorbimento del carbonio e dettagli specifici su salute e mortalità della pianta.

Foresta parlante e… cantante

Non solo per la scienza. La Foresta di Città della Pieve è a servizio anche della musica con il progetto “Natural Genius” della la famiglia Margaritelli, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta in sé. Sono tanti i professionisti provenienti da diversi campi artistici che hanno aderito a questo programma, accomunati dall’amore per il legno, importante risorsa naturale per l’uomo e per il pianeta. Primo capitolo di questo lungo racconto è la performance artistica di Federico Ortica intitolata “ResonaTrees”. La performance è frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi che ha trasformato gli alberi della foresta parlante in uno strumento con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica.

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