mulino di comunità in Puglia

Nasce in Puglia il primo mulino di comunità

Uno strumento per la democrazia del cibo sano, un modo per combattere lo spopolamento delle campagne e anche un luogo di cultura. Sarà tutto questo il primo mulino di comunità, inaugurato il 31 marzo a Castiglione d’Otranto, nel cuore del Salento. Dalla Puglia forse partirà una piccola rivoluzione. Per ora, il mulino ideato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino ha macinato le sue prime farine e prodotto pane e pasta.

Il mulino di comunità, dall’utopia alla pratica

“Chi semina utopia, raccoglie realtà” è il motto che campeggia sul muro del mulino di Castiglione d’Otranto. Dall’idea alla sua realizzazione il percorso è stato lungo e non privo di ostacoli. L’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino lo ha però seguito con ostinazione, riuscendo a raccogliere aiuti e collaborazione da privati cittadini ed enti pubblici.

Tutto è cominciato nel 2012, quando l’associazione ha dato inizio a un progetto di coltivazione di terre abbandonate con metodi da agricoltura biologica. “I cittadini di Castiglione e dei paesi intorno hanno iniziato a cederci i propri terreni e fabbricati rurali attraverso la formula del comodato d’uso gratuito”, spiega la presidente dell’associazione Tiziana Colluto. “Quelle campagne incolte rappresentano un costo per i proprietari. Noi le abbiamo coltivate senza chimica e lì sono tornati cereali, ortaggi, canapa, alberi da frutti minori. Abbiamo anche avviato un piccolo vivaio della biodiversità, per recuperare, selezionare e riprodurre semi in via d’estinzione, ridistribuendoli ai contadini”.

Una cordata solidale per realizzare il mulino di tutti

Nel 2016 è quindi partito il progetto del mulino di comunità. Casa delle Agriculture Tullia e Gino e Rete Salento Km0 hanno lanciato una campagna di raccolta fondi. In un solo mese, cittadini e piccoli agricoltori hanno donato 37mila euro, impiegati per la ristrutturazione dei locali che oggi ospitano il mulino. Altri fondi per ultimare i lavori e acquistare i macchinari sono arrivati dalla Regione Puglia e dalla Fondazione Con il Sud.
Ma la realizzazione del mulino è stata molto di più di una collaborazione finanziaria. “In tanti – racconta l’associazione – hanno cooperato da volontari a ideare, progettare, mettere a punto ogni dettaglio. In particolare, lo studio Metamor Architetti Associati ha curato, gratuitamente, l’intera progettazione”.

Costi popolari e democrazia del cibo

Il mulino è un centro di trasformazione polivalente dei cereali di qualità, coltivati con metodi biologici. Servirà inoltre ad accrescere la biodiversità di cereali e leguminose, dando la possibilità ai piccoli agricoltori che coltivano specie antiche di macinare a costi popolari.
“Il mulino serve a rimettere in circolo le microproduzioni, attraverso un servizio di molitura a costi equi, perché convenga a tutti coltivare le terre oggi incolte”, spiega Tiziana Colluto. “Più terre attorno al nostro mulino significano più grani di qualità. Un’economia di prossimità significa poter tenere bassi i costi del cibo, pagarlo il giusto, senza specularci su”.
“Crediamo nella democrazia del cibo e il mulino è un mezzo per metterla in pratica. Il cibo sano, di qualità, non può essere un privilegio – conclude – Dev’essere per tutti”.

Approfondimenti
Per saperne di più sul progetto del mulino di comunità, visita il sito dell’associazione.
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