Stefano Boeri e il ruolo della cucina

Stefano Boeri, l’architetto che in Italia è conosciuto per le torri del bosco verticale di Milano, ha firmato di recente un’innovativa isola verde per Aran Cucine. Nella vita di un progettista, uno dei valori è sapersi confrontare con piani e temi di carattere e dimensione diversa. Comune denominatore è l’approccio. Casa Naturale lo ha quindi intervistato a EuroCucina in occasione della presentazione del progetto, che è stato denominato “Oasi”.

Un tavolo e un piano cottura che accoglie al centro un albero da frutta. Da dove nasce l’idea? «Da una riflessione sul luogo. La cucina, nella interpretazione del nostro studio, non è un prodotto, ma uno spazio dell’abitare. Nella tradizione del nostro Paese ricopre diverse funzioni. Dalla conservazione alla preparazione e cottura dei cibi. Dal servizio alla consumazione di un pasto, in momenti di relazione e convivialità. Fino alla fase di lavaggio e di riciclo. Da qui l’idea di concentrare tutto in un unico blocco che racchiude in sé l’intero ciclo dell’alimentazione. Un solo dispositivo che raccoglie e narra tutto ciò che gli accade intorno. Un oggetto che evoca anche storie, aneddoti, memorie condivise e, perchè no, segreti e ricette».

Come immagina la vita nella casa che ospita Oasi? «Come quella di una famiglia che intorno al piano cottura o al tavola da pranzo si ritrova per intessere relazioni. La cucina è l’ambiente di gravità spaziale e temporale di tutte le relazioni. L’albero è un simbolo, non solo perchè nutre con i suoi frutti. Ma anche perchè rappresenta le geometrie variabili di un nucleo di coabitanti che, nel tempo, può anche cambiare composizione. In funzione delle diverse traiettorie di vita che occorrono a ciascun componente».

Riportare la natura in un edificio, anche se in pieno centro urbano, è il trend a cui dobbiamo guardare? «Gli esperimenti di forestazione urbana e di vegetalizzazione e demineralizzazione delle superfici della città sono, nei fatti, una realtà contemporanea. Da San Francisco a Parigi, alla Cina, sono molte le amministrazioni che stanno lavorando in questa direzione. Questo tipo di sforzo va portato dalla macro alla micro scala. Dal piano urbanistico alla dimensione urbana».

Quali sono gli effetti che ne possono scaturire? «La presenza del verde è una delle modalità più efficaci per combattere l’inquinamento, ridurre la presenza di polveri sottili, incidere su temperatura e clima e anche migliorare la qualità dell’aria indoor, contrastando l’azione di sostanze nocive o colle. Le piante assorbono la gran parte dei veleni domestici». 

Ospitare in casa un albero ha anche impatto benefico a livello mentale? «La presenza del verde è sempre un elemento positivo in questo senso. Le piante trasmettono calma e serenità e al tempo stesso sono luogo di propagazione di vita».

Stefano Boeri, milanese, è architetto e professore ordinario di Urbanistica al Politecnico del capoluogo lombardo. Dirige il Future City Lab della Tongji University di Shanghai, un programma di ricerca post-dottorato dove si anticipa la mutazione delle metropoli planetarie e, da febbraio 2018, è presidente della Fondazione La Triennale di Milano. Lo studio Stefano Boeri Architetti si dedica dal 1993 alla progettazione e alla ricerca, principalmente in ambito architettonico e urbanistico, ma anche culturale, del design e dell’interior design.

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di Giovanni Morelli

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