L’ombra del green: minerali in esaurimento

L’evoluzione energetica e digitale avanza, ma crescono anche i dubbi sui rischi che si nascondono dietro alla tecnologia. Fra i temi all’attenzione di chi si occupa di ambiente, c’è quello relativo all’esaurimento dei giacimenti di metalli rari.

Secondo recenti ricerche, ben 14 minerali essenziali per lo sviluppo della nostra società sarebbero destinati ad esaurirsi entro i prossimi 50 anni.

Tutta colpa dell’aumento smisurato con cui oggi sono impiegati in diversi settori: dal digitale all’economia della conoscenza, dalla produzione e gestione dell’energia verde, fino alle filiere spaziali e di difesa.

A lanciare l’allarme è un libro: “La guerra dei metalli rari. Il lato oscuro della transizione energetica e digitale” (ed. Luiss), che riporta alcuni studi di Olivier Vidal, ricercatore del CNRS. Secondo lo studioso, considerando ad esempio il caso delle pale eoliche, da qui al 2050 il loro utilizzo consumerà «a pari capacità (di produzione elettrica), fino a 15 volte in più di cemento, 90 volte in più di alluminio e 50 volte in più di ferro, rame e vetro rispetto alle istallazioni che utilizzano combustibili tradizionali».

Per soddisfare i bisogni mondiali in 30 anni dovremo estrarre più metalli di quanti l’umanità abbia fatto dalla sua origine: ne consumeremo di più nella prossima generazione, che nelle 500 appena trascorse, fino a una carenza di vanadio, terbio, neodimio, europio e disprosio. Ma anche di titanio, indio e cobalto. Senza considerare lo spreco di riserve idriche per l’estrazione e la raffinazione delle sostanze. La strada per invertire la rotta è al vaglio di chi fa ricerca.

Un po’ di numeri:

  • 5 volte maggiore l’estrazione di tellurio da oggi al 2040
  • 12 volte maggiore l’estrazione di cobalto da oggi al 2040
  • 16 volte maggiore l’estrazione di litio da oggi al 2040
  • 14 sono i minerali essenziali a rischio esaurimento
  • 50 anni è l’arco temporale entro cui si esauriranno i minerali principali

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